Alta Brianza, l’Imu mette in crisi 12 alberghi. A rischio 450 posti di lavoro

Lariofiere, conferenza stampa albergatori Alta Brianza Lariofiere, conferenza stampa albergatori Alta Brianza

«Non è una guerra tra il turismo ricco “frontelago” e quello più modesto dell’Alta Brianza».
Ci tengono subito a precisarlo i dodici albergatori dell’erbese e del canturino in lotta per mantenere aperte le loro strutture e difendere più di 450 posti di lavoro. Sta di fatto che la realtà che coinvolge questi operatori del settore – il drappello potrebbe entro breve arricchirsi di altri 10 albergatori – punta l’attenzione sulle differenze delle aliquote Imu e dei coefficienti catastali applicati alle strutture ricettive e capaci di creare differenze a livello di spese per un albergo. Termini complessi ma che sono però facilmente spiegabili. «Le condizioni sono critiche. Colpa di una sperequazione fiscale sull’Imu applicata agli hotel che, nei nostri comuni è più cara addirittura del 60% rispetto a quella applicata ai colleghi che operano in riva al lago con ben altri risultati economici», spiegano nel documento presentato questa mattina a Lariofiere gli albergatori, supportati da Confesercenti Como e Uiltcus. Il loro primissimo obiettivo è chiaro: inviare una richiesta di revisione dei coefficienti catastali e delle aliquote Imu per gli alberghi ai sindaci e ai consigli comunali di Albavilla, Arosio, Cantù, Erba, Figino Serenza, Inverigo, Magreglio, Merone, Monguzzo e Turate. «Le aliquote Imu applicate dai comuni dell’erbese e del canturino sono maggiori di quelle di Como e del Lago: a titolo di esempio ad Erba è dello 0,82%, mentre a Como e Cernobbio è dello 0,76%. Tradotto in cifre, significa che un albergo dell’erbese con 4 stelle e 70 camere, che produce un fatturato di 2 milioni di euro scarsi, si vede richiedere un pagamento annuale di Imu che oscilla tra i 70 e gli 80 mila euro: un salasso pari al 4% del fatturato che minaccia la crisi dell’hotel e di conseguenza i 450 posti di lavoro creati complessivamente dalle 12 strutture. Dai primi calcoli, la revisione dei coefficienti catastali, potrebbe portare al dimezzamento circa dell’Imu», spiega Andrea Camesesca.

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