Cronaca

Altolà di Zambrotta «Il lungolago? Abbiamo già dato»

Gli albergatori chiedono però un intervento immediato
Ancora poche ore, e gli albergatori comaschi sapranno a quale porta bussare. Sulla targhetta del sindaco potrà esserci il nome di Laura Bordoli oppure quello di Mario Lucini, ma le richieste della categoria saranno identiche: «Ridateci il lago».
O meglio: ridatelo ai turisti, perché Como senza lago è come Pisa senza la Torre. A meno che il nuovo sindaco sia dotato di una bacchetta magica, non potrà tuttavia risolvere il problema entro l’estate.
Potrebbe, però, riproporre la soluzione-tampone dell’anno scorso: un gruppo di privati che riapra temporaneamente una fetta di lungolago.
Nell’estate 2011 il gruppo era capitanato dal calciatore Gianluca Zambrotta, che tramite la sua società Young Boys aveva messo sul piatto 350mila euro per riaprire 150 metri di passeggiata da giugno a ottobre: panchine, illuminazione ed erba sintetica.
Qualcuno aveva contestato la scelta estetica (l’erba sintetica non era piaciuta a tutti), ma l’intera città aveva ringraziato il calciatore, che aveva restituito parte del lungolago a comaschi e turisti.
A ottobre, sul “lungolago Zambrotta” era stata allestita anche una pista da sci artificiale a rullo continuo. L’esperienza, nel complesso positiva, si era chiusa con uno screzio tra l’entourage di “Zambro” e il Comune, che a gennaio aveva chiesto al calciatore 1.637 euro di tasse arretrate per l’allestimento del lungolago, nonostante Zambrotta avesse scucito oltre 300mila euro per regalare la passeggiata estiva alla città. Il sindaco, Stefano Bruni, per evitare autogol, aveva poi dichiarato che l’importo della tassa sarebbe stato devoluto a un’associazione indicata dallo stesso calciatore del Milan.
Sarà forse per questo bisticcio che quest’anno la Young Boys non ha intenzione di ripetere l’esperienza. «È stata una bella avventura – dice Andrea Gregorio, amministratore delegato della stessa Young Boys – Unica, divertente e positiva. I comaschi ci hanno ricambiato con affetto, apprezzando il nostro gesto. Tuttavia, abbiamo già dato. Nel 2011 abbiamo investito molti soldi nella riapertura parziale del lungolago. È giusto che resti un’esperienza unica».
Tra chi, l’anno scorso, si era battuto per la riapertura temporanea del lungolago, c’era il dirigente della Provincia Giuseppe Cosenza. In prima fila.
«Quest’anno deve insediarsi la nuova amministrazione, alla quale spetterebbe il compito di vagliare un’eventuale ipotesi – dice Cosenza – Non è facile, ovviamente, trovare un’idea in poco tempo. Dal mio punto di vista, quest’anno riaprire parte del lungolago per l’estate sarebbe ancora più importante, perché a differenza del 2011 ora la passeggiata è completamente chiusa, senza visuale sul Lario. È inimmaginabile che Como non possa offrire la vista sul lago».
«Como dev’essere città turistica non soltanto a parole, ma anche nei fatti: non era necessaria una staccionata, bastavano griglie per permettere la visione del lago», aggiunge Robert Webber, direttore del Barchetta Excelsior di piazza Cavour.
Per Antonello Passera, titolare del Terminus, «è tempo di trovare una soluzione definitiva, efficiente e sostenibile. Sia dal punto di vista finanziario che da quello ambientale».

Andrea Bambace

Nella foto:
Sul lungolago Zambrotta lo scorso anno è stata montata anche una pista da sci artificiale
20 maggio 2012

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