Amarcord serie B: le ultime volte del Como tra i cadetti

Loris Dominissini

Cinque campionati di serie B negli ultimi tre decenni con passaggi sempre fuggevoli, sia in salita che in discesa.
Le ultime partecipazioni del Como al torneo cadetto sono state dei transiti, sia in salita che in discesa.
Le ultime due stagioni consecutive dei lariani in B sono state le 1982-1983 (con la squadra agli spareggi per la A, che furono vinti dal Catania) e la 1983-1984, conclusa con la promozione assieme all’Atalanta e alla Cremonese.
Siamo alla vigilia del nuovo torneo – il 35° tra i Cadetti per i lariani – che vedrà protagonista la formazione allenata da Giacomo Gattuso – e che scatterà domenica 22 agosto con i lariani ospiti del Crotone. Fischio d’inizio alle 20.30. Fuori casa pure la seconda giornata, sempre in serale a Lecce domenica 29 alle 20.30. Poi i match interni con Ascoli (11 settembre) e Frosinone (18 settembre).
Meritano quindi di essere ricordate le ultime cinque esperienze in B, con la speranza che il nuovo Como abbia riscontri differenti e che sia protagonista di un cambio di marcia rispetto alla recente tradizione non favorevole: in quattro casi la squadra è infatti scesa in C e soltanto in una occasione c’è stato il passaggio in A.
Torneo 1989-1990
Il Como era retrocesso dopo cinque stagioni in serie A e la scelta – sbagliata – da parte della dirigenza capitanata da Benito Gattei fu quella di confermare la stessa intelaiatura al posto che rivoluzionare tutto; l’obiettivo era un immediato ritorno in serie A. Rimase pure il brasiliano Luiz Milton, che però con il suo arrivo, l’anno prima, aveva spaccato lo spogliatoio. Pure tra i Cadetti non riuscì a fare la differenza.
Come allenatore era stato scelto Giampietro Vitali, che ben presto capì che con quel gruppo non si sarebbe fatta molta strada e che la salvezza doveva essere il vero obiettivo.
Concetto non condiviso da chi guidava la squadra, che lo esonerò chiamando al suo posto Giovanni Galeone, pochi anni prima artefice del miracolo-Pescara. Ma quest’ultimo si trovò malissimo a livello ambientale – lo ha spesso ribadito in interviste – e non riuscì a cambiare marcia.
All’inizio di aprile Galeone scelse di andarsene, con la squadra che stava andando a picco e a nulla servì il cambio con il tecnico della Primavera Angelo Massola: la retrocessione con Catanzaro, Licata, Monza e Catanzaro fu l’ingloriosa conclusione di una stagione nata male e finita peggio.
Torneo 1994-1995
Era un Como partito sulle ali dell’entusiasmo, con la promozione conquistata dagli uomini di Marco Tardelli ai playoff di serie C con il Mantova sconfitto in semifinale e la Spal battuta per 2-1 nello spareggio disputato a Verona.
Per gli azzurri fu una stagione nel complesso mediocre, con un mercato sbagliato con promesse non mantenute, come quella della punta Giacomo Lorenzini, giunto dal Milan con grandi credenziali ma poi passato al Modena in novembre. Ma non solo, anche giocatori negli ultimi anni di carriera – che avrebbero dovuto fare la differenza con la loro esperienza – non riuscirono in realtà a dare un contributo importante. E alla fine Tardelli non riuscì a compiere il nuovo miracolo con la squadra che sprofondò verso la in C.
Un Como in cui avevano cominciato ad affacciarsi giovani cresciuti del vivaio che poi si sarebbero tolti soddisfazioni nelle categorie maggiori come Gianluca Zambrotta, Diego De Ascentis, Fabio Vignaroli e Luigi Sala.
Quello, tra l’altro, fu il primo campionato in cui ad ogni vittoria venivano assegnati tre punti e non più due. Migliori marcatori degli azzurri, con soli cinque gol a testa, furono Pietro Parente e Giovanni Rossi. Il Como, penultimo, tornò in C con altre due nobili decadute, Lecce e Ascoli, oltre all’Acireale.
Torneo 2001-2002
In un panorama generalmente sconfortante delle stagioni in serie B, il torneo di vent’anni fa rimane esaltante, un piacevole ricordo, oggi velato dall’amarezza, poche settimane fa, per la scomparsa dell’allenatore di quella squadra, Loris Dominissini, nella foto. Per gli azzurri del presidente Enrico Preziosi si trattò di un “doppio salto” dalla C alla A.
La formazione neopromossa, dopo lo spareggio vinto contro il Livorno, si rese protagonista di una fantastica cavalcata e chiuse al primo posto in classifica con 74 punti, due in più di Modena, sei sulla Reggina e sette sull’Empoli, le altre promosse. Indimenticabile la giornata della promozione matematica, il 12 maggio del 2002, con la vittoria sull’Empoli per 2-0 allo stadio Sinigaglia.
Un torneo di altissimo livello, visto che, oltre alle squadre già citate parteciparono anche, tra le altre, Napoli, Bari, Sampdoria, Genoa, Cagliari, Palermo, Vicenza e Crotone. La gara d’esordio, tra l’altro era stata proprio con il Crotone (1-1 il finale), così come nel torneo 2021-2022.
Un gruppo rimasto nel cuore dei tifosi che purtroppo l’anno successivo fu smembrato con i lariani poi subito retrocessi dalla A alla B. Tra i calciatori più apprezzati, la prima citazione è per Luis “Lulù” Oliveira, con 23 gol capocannoniere di quel torneo. Suo compagno d’attacco era Carlo Taldo.
A garantire la solidità del centrocampo Andrea Ardito, Riccardo Allegretti, Fabio Gallo, Francesco Pedone, Nicola Corrent. La difesa titolare era composta da Francesco Bega, Christian Stellini, Oscar Brevi e Christian Terni, schierata davanti al portiere Alex Brunner.
Torneo 2003-2004
Un campionato di serie A da dimenticare, tanti presunti “fenomeni” che hanno deluso tutte aspettative, un cambio di allenatore (Eugenio Fascetti al posto di Loris Dominissini) e una girandola di atleti servita a poco. Ecco servita la retrocessione in B con Enrico Preziosi diventato nel frattempo presidente del Genoa e la società in vendita: sono i prodromi del fallimento, che sarebbe giunto il 22 dicembre del 2004. La stagione fu lo specchio di quella situazione tormentata.
Un torneo iniziato con mister Fascetti, rimasto dalla precedente stagione e in corso d’opera sostituito da Roberto Galia, con un gruppo praticamente infinito di giocatori, ma con pochi davvero disposti a lottare (tra questi l’attaccante Marco Carparelli), molti elementi demotivati e qualche giovane troppo acerbo per avere responsabilità in un torneo impegnativo come la serie B.
Il risultato finale? Ultimo posto in serie B e retrocessione in C. Un “doppio salto” all’indietro, esattamente come quello avvenuto tra 1989 e 1990.
Torneo 2015-2016
L’ultima esperienza in B è stata sei anni fa. I lariani erano stati promossi ai playoff, con la conferma, anche tra i Cadetti, del tecnico Carlo Sabatini. Ma fin dall’inizio la stagione si è rivelata difficile, con risultati non positivi e il primo successo alla quinta giornata contro il Novara. Poi ancora una serie di gare poco incisive, la squadra ultima e la sostituzione di Sabatini con Gianluca Festa, supportato da un grande ex azzurro come Gianfranco Matteoli. Grazie ai buoni rapporti con il Cagliari, Festa e Matteoli hanno portato in prestito sul Lario Nicolò Barella, proprio il giocatore dell’Inter che lo scorso 11 luglio si è laureato campione d’Europa con la Nazionale di Roberto Mancini. Le sue indubbie qualità si sono viste, ma la classifica mediocre, anche con questo cambio della guida tecnica, è rimasta. E così la società ha chiamato un nuovo allenatore, Stefano Cuoghi, per un estremo tentativo di cambiare la situazione.
Un buon inizio, il suo, con la vittoria in casa del Modena, poi rivelatasi un fuoco di paglia. I successivi risultati negativi hanno condannato gli azzurri alla retrocessione, con lo stop interno con la Ternana alla 39ª giornata che ha sancito il matematico ritorno in C, con la conclusione del torneo all’ultimo posto.

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