Ambrosoli, fondazione in festa, vent’anni d’amore per l’Africa

Ieri sera a Villa d’Este “charity dinner” con Alena Seredova

Due decenni spesi a far del bene – con spirito di cura, solidarietà e fede – in terra d’Uganda, ossia uno dei Paesi più miseri del nostro pianeta.
La “Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital” compie vent’anni e ha festeggiato ufficialmente la ricorrenza ieri sera a Villa d’Este di Cernobbio con un “charity dinner”, testimonial di eccezione un volto notissimo della tv come Alena Seredova.
Con lei Maurizio Cattaneo, direttore de “L’arena” di Verona, Giovanna e Roberto Ambrosoli, padre Egidio Tocalli e Tito Squillaci, medico pediatra a Kalongo.
La fondazione prosegue il sogno del medico e missionario comasco padre Giuseppe Ambrosoli, il “medico della carità”.
Fedele all’ideale comboniano, Ambrosoli ha vissuto per salvare l’Africa con gli Africani. I suoi trentadue anni di vita missionaria in Uganda sono stati la migliore testimonianza che è possibile dare spazio alla piena responsabilità degli Africani.
La Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital viene costituita nel 1998 dai Missionari Comboniani e dalla famiglia di Padre Giuseppe Ambrosoli per dare continuità e futuro all’Ospedale di Kalongo e alla Scuola specialistica per ostetriche da lui fondati: il Dr Ambrosoli Memorial Hospital, unico presidio sanitario di un’area vasta, isolata e poverissima del Nord Uganda e la St Mary’s Midwifery School, la scuola di ostetricia fiore all’occhiello nella formazione medica ugandese.

Obiettivi della Fondazione erano e sono tuttora assicurare alle popolazioni bisognose del nord Uganda l’accesso ai servizi sanitari di cura e prevenzione efficaci, con forte vocazione alla salute materno-infantile, ostetrica e chirurgica; ma anche promuovere la formazione medica e manageriale locale per accompagnare l’ospedale verso il traguardo dell’autonomia, specie per quanto riguarda la formazione umana e professionale delle donne.
In vent’anni la Fondazione ha raccolto 2.500.000 euro di erogazioni a supporto dell’ospedale per cura e formazione di cui quasi 700.000 euro destinati a interventi strutturali e macchinari.
Un impegno che ha garantito cure essenziali per un milione di pazienti di cui oltre 300.000 bambini al di sotto dei 5 anni.

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