Amianto sui tetti di 4mila immobili. Per metà sono edifici residenziali

Negli ultimi 5 anni rimossi 450mila metri quadrati di Eternit
Duemila abitazioni, quasi 1.500 capannoni industriali e 300 edifici pubblici. Fuorilegge ormai dal 1992, l’amianto è tutt’altro che scomparso dalle costruzioni lariane. Secondo i risultati del censimento effettuato dall’Asl e aggiornato al mese di giugno del 2011, sono quasi 4mila i siti nei quali il materiale, dannoso per la salute, è ancora presente.
Per essere precisi, il numero esatto dei siti segnalati e censiti dagli esperti dell’azienda sanitaria locale è pari a 3.839
. Nel dettaglio, si tratta di 2.146 edifici privati, residenziali e non, 1.420 attività produttive e 273 strutture pubbliche o aperte al pubblico. Nella maggior parte dei casi, per usare le parole dei tecnici dell’Asl, «il materiale è ancora presente, prevalentemente in forma compatta, come Eternit».
La spinosa questione della necessità di rimuovere le lastre di cemento-amianto è tornata sotto i riflettori nei giorni scorsi, dopo lo storico verdetto emesso dai giudici del Tribunale di Torino contro i vertici della “Eternit”, la multinazionale svizzera che produceva il noto materiale anche in Piemonte. I due fondatori della società sono stati condannati entrambi a 16 anni di carcere per le 2mila morti causate dall’amianto tra i lavoratori della fabbrica e i residenti della zona. I giudici hanno anche disposto un risarcimento di 90 milioni di euro.
A livello nazionale, al momento, manca un dato complessivo sul numero di edifici nei quali è ancora presente l’amianto. L’unica stima è quella di Assobeton che parla di 12 milioni di tonnellate di lastre in tutto il Paese, pari a 1 miliardo e 200 milioni di metri quadrati di coperture. La Regione, invece, con l’adozione del Pral (Piano regionale amianto Lombardia) si è data come obiettivo il censimento dei siti.
I proprietari di edifici con strutture contenenti questo materiale sono tenuti a segnalarlo all’Asl tramite il proprio Comune, compilando una scheda denominata “NA/1” e disponibile anche sul sito www.asl.como.it. Le notifiche arrivate fino al 30 giugno dello scorso anno sono, come detto, 3.839. Oltre uno su due, il 56%, è un edificio privato, in molti casi residenziale.
Numerosi, tra il 2009 e il 2011, sono stati anche gli interventi di vigilanza realizzati dal Dipartimento di prevenzione medica dell’Asl di Como per monitorare le situazioni di maggior rischio sanitario. Se nel 2010 la metà degli interventi ha riguardato attività produttive, nel primo semestre del 2011 il 56% delle verifiche si è svolto in edifici privati, residenziali e non residenziali.
Complessivamente, negli ultimi 5 anni, sono 450mila i metri quadrati di amianto rimossi sul territorio provinciale. Per avviare la procedura di rimozione delle lastre di Eternit è necessario innanzitutto contattare un’impresa edile iscritta all’apposito albo delle ditte autorizzate alla rimozione dell’amianto, consultabile sul sito www.albonazionalegestoriambientali.it.
«L’impresa edile – spiegano gli esperti dell’Asl di Como – deve trasmettere il piano di lavoro utilizzando un modulo apposito, anche questo disponibile online, alla sede distrettuale dell’Asl competente per territorio. Prima di iniziare un intervento di demolizione, rimozione, sovracopertura o incapsulamento, il datore di lavoro dell’impresa è tenuto a notificarlo all’Asl».
Almeno per il momento, le normative vigenti non prevedono una scadenza vincolante per la rimozione delle strutture contenenti amianto. Tra gli interventi più significativi effettuati recentemente sul territorio lariano si possono ricordare quelli eseguiti in numerose scuole della provincia ma anche all’ospedale di Cantù, completamente liberato dal materiale pericoloso.

Anna Campaniello

Nella foto:
Le caratteristiche lastre ondulate di Eternit utilizzate sul tetto di un edificio comasco. Si tratta di coperture ancora molto diffuse (Mv)

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.