Amnesie canturine, i tifosi vanno all’attacco

Cantù Reggio Emilia

Si potrebbe quasi copiare – ma ovviamente non lo faremo – qualche articolo già uscito nel passato, cambiando il nome dell’avversario. Perché per l’ennesima volta, nell’ultimo incontro giocato, la Pallacanestro Cantù ha offerto il solito spettacolo che però ha reso felici i tifosi avversari. Una partita con il successo che sembra vicino, poi la paura di vincere, gli errori nei momenti finali, errate gestioni e voilà, la frittata è fatta.
Ma questa volta lo stop interno con Reggio Emilia pesa parecchio. Doveva essere la gara più importante della stagione, ma per l’ennesima volta Cantù ha perso per un soffio, in volata, sbagliando l’ultimo tiro (ancora con l’americano Frank Gaines, come era accaduto con Trento).
E, dopo l’euforia del successo infrasettimanale a Brescia, che aveva rilanciato le azioni dell’Acqua S.Bernardo, ora in Brianza regna la delusione: la partita interna di domenica è infatti terminata 71-72 per Reggio Emilia, che ha così espugnato il PalaDesio.
Significativo il parziale della quarta e ultima frazione: 12-21 a favore della formazione ospite. L’ennesima occasione gettata al vento per provare a conquistare la salvezza sul campo, visto che il discorso di un eventuale ripescaggio – di cui si continua comunque a parlare – non è poi così scontato.
A due giornate dalla fine, classifica sempre complicata per la formazione di coach Piero Bucchi, ultima a quota 16 punti e preceduta a Fortitudo Bologna e Brescia, a quota 18 e da Reggio Emilia, Cremona, Pesaro e Varese a 20. L’Acqua S.Bernardo è attesa dalla trasferta a Bologna con la Fortitudo (25 aprile) e dalla sfida interna con Sassari (il 2 maggio).
«Potevamo e dovevamo gestire meglio il risultato nei minuti finali», ha detto al termine del match di domenica Piero Bucchi, allenatore dei brianzoli, un refrain sentito fin troppe volte in questo campionato. E anche i tifosi sui social si sono scatenati; nel mirino un po’ tutti, a partire da quei giocatori – Jaime Smith, il nuovo acquisto Ivica Radic, Frank Gaines – che con la loro esperienza dovrebbero essere decisivi in questi frangenti. C’è poi chi continua a chiedere le dimissioni del general manager Daniele Della Fiori e contesta le sue scelte, ricordando che in questa stagione – in particolare a Cremona e a Trieste – altri suoi colleghi hanno costruito formazioni con budget risicati, ma con risultati ben differenti (entrambe puntano infatti a un posto nei playoff). E lo stesso – hanno sempre sottolineato i sostenitori online – faceva per forza di cose (ossia con carenza di fondi) il suo predecessore a Cantù Bruno Arrigoni.
Nel calderone sono finiti tutti, anche se è bene ricordare che la matematica dà ancora un minimo di conforto ai brianzoli. «Mancano due partite, contro Fortitudo Bologna e Dinamo Sassari, non ci resta che dare il massimo, non c’è tanto da girarci intorno», ha detto ancora coach Bucchi. Ma l’importante è che questo «dare il massimo» diventi un fatto concreto e non rimanga un proclama fine a se stesso.

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