Anche Como piange il geniale Franco Battiato

Franco Battiato

Maestro della canzone d’autore e alternativa, “filosofo in musica” sperimentale ma anche di grande successo grazie a canzoni entrate nella storia e nella memoria di tante generazioni di italiani, Franco Battiato, malato da tempo, è morto ieri a 76 anni.
Aveva suonato anche sul Lario, in più di una occasione. Un dvd con immagini sgranate in versione analogica ha documentato la sua apparizione all’Alpe del Vicerè nel 1973, con le musiche sperimentali dell’epoca, incise nell’album Fetus; un estratto si trova anche su YouTube.
Battiato aveva anche cantato alla Festa dell’Unità a Como nel 1982 per il tour de La Voce del Padrone. Aveva suonato pure a Campione d’Italia nel Casinò e, nel 1994 nell’ambito del festival comasco “Autunno musicale” ideato dal maestro Italo Gomez (cartellone Lombardia Europa Musica Festival), al Teatro Sociale di Como con il “Giovane quartetto italiano” (il video è stato trasmesso ieri dal tg di Espansione Tv).

Si era nuovamente esibito sullo stesso palcoscenico di piazza Verdi nel 2013 facendo il tutto esaurito, accompagnato dal Nuovo Quartetto Italiano. Era tornato a suonare in tempi recenti anche nella vicina Svizzera italiana, dopo i memorabili concerti al Palacongressi luganese del 2001: nel 2013 al Castelgrande di Bellinzona, nel 2016 nel teatro del centro polivalente Lac Lugano con Alice e l’Ensemble Symphony Orchestra diretta da Carlo Guaitoli nel cartellone “Luganoinscena”.

Ieri Renato Abate, in arte Garbo, il cantautore comasco erede di David Bowie, lo ha salutato su Facebook con una foto che li ritrae insieme in anni recenti e con queste parole: «Ciao Franco, la mia anima ti ringrazia profondamente». Il pittore comasco Ernesto Solari ha poi diffuso online un ritratto del cantautore che inserirà nella sua galleria di ritratti di personalità culturali celebri, sul sito museosolari.net.
Un lungo e prestigioso percorso musicale quello di Franco Battiato, che ha avuto nella ricchezza delle contaminazioni e delle esplorazioni, eclettiche e multiformi, la cifra stilistica di un’attitudine umana ancor prima che artistica. Enigmatico e, come detto, sperimentale ma anche orecchiabile e melodico, originale e “citazionista”, intellettuale innamorato di culture “eretiche”, ma anche artista impegnato, basti pensare alla canzone civile Povera patria. Senza di lui, l’Italia è effettivamente più povera.

QUI, IL FILMATO TRASMESSO DA ESPANSIONE TV

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