Anche gli inquilini devono informarsi: «Ma pochissimi sanno cosa fare»

La preoccupazione dei commercialisti
(f.bar.) La quiete prima della tempesta. Non soltanto nelle sedi dei Caf cittadini, ma anche tra i commercialisti ci si aspetta, entro breve, lo scoppio dilaniante della bomba Tasi.
«Con ogni probabilità, a partire dalla prossima settimana inizieranno ad arrivare decine di telefonate – dice Gianpaolo Corti, commercialista comasco – Molti cittadini, infatti, non hanno ancora ben metabolizzato l’iter che dovrà portare al pagamento della tassa entro il termine ultimo del 16 ottobre.

Ora, però, dopo la pubblicazione di tutte le delibere comunali, si completerà il lavoro di calcolo delle aliquote relative e dell’importo da pagare. E, parallelamente, i clienti si rivolgeranno a noi per sapere quanto dovranno sborsare». Una situazione che non sembra essere minimamente cambiata rispetto ai mesi passati.
«Assolutamente no. Siamo allo stesso punto di giugno, luglio e agosto. Nulla si è modificato. I Comuni dovrebbero aver finito l’iter deliberativo, anche se dubito che tutti abbiano adempiuto e siano riusciti a decidere entro il termine previsto», dice sempre Gianpaolo Corti.
L’altra grande incognita è rappresentata da quei Comuni che hanno deciso di assumersi l’onere del calcolo dell’aliquota e di emettere il relativo bollettino di pagamento.
«Sono pochi quelli operativi in tal senso. Molti di essi, infatti, non sono in grado di conteggiare l’imposta e spesso lo fanno soltanto dietro specifica richiesta. Il tempo inizia seriamente a scarseggiare. Si preannuncia un potenziale disastro», aggiunge il commercialista.
E tra i tanti passaggi decisamente complicati che stanno rendendo il pagamento della Tasi un vero rebus c’è anche la fattispecie degli inquilini.
In numerosi comuni della provincia, infatti, anche a loro spetterà il pagamento di parte della Tasi. «A mio avviso sono decisamente pochi a saperlo. E quando se ne accorgeranno sarà ovviamente un ulteriore problema che si andrà ad aggiungere. In ogni caso i tempi sono serrati, gli utenti numerosi e difficilmente il 16 ottobre potrà essere un termine rispettato», dice sempre Gianpaolo Corti. Al 5 settembre, ovvero a pochi giorni dalla scadenza del termine per fissare le aliquote, su 110 Comuni che avevano deciso, erano 31 quelli dove l’inquilino non era tenuto a pagare parte della Tasi. «Ormai le ferie sono finite. Adesso tutti stanno riprendendo a lavorare. E tra pochi giorni i telefoni inizieranno a scottare», conclude Gianpaolo Corti.

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