Anche i primi mesi del 2012 saranno in salita

Le previsioni negative dei rappresentanti di industriali, piccole imprese e artigiani
Conferma le previsioni di un avvio del 2012 negativo, Francesco Verga, presidente di Confindustria Como. Con il primo quadrimestre tutto in salita. E non nasconde le difficoltà finanziarie delle imprese comasche, il presidente degli industriali. Ai giornalisti riuniti nella sede di via Raimondi per un incontro informale prenatalizio, Verga dà i numeri della situazione: insolvenza delle aziende balzata dallo 0,5 al 5,5-6%, con conseguente trasfusione di fondi al Confidi lombardo (due milioni di euro) da parte delle associazioni imprenditoriali delle varie province, e cassa integrazione in scadenza per 1.200 addetti nel Comasco, con la prospettiva di un rinnovo fino al 2013 per scongiurare i licenziamenti.
Nonostante tutto, però, Verga resta ottimista sul futuro. Dopo la manovra del governo Monti, appoggiata dagli industriali «perché necessaria», ma considerata di fatto «una patrimoniale camuffata», ora gli imprenditori attendono quella vera.
E l’indagine congiunturale, secondo il leader di via Raimondi, offre segnali positivi. Soffrono le aziende che avevano problemi già da tempo, osserva Verga. Il problema vero, prosegue, è «di tipo finanziario». Le banche praticano tassi elevati per prestare denaro, che comunque faticano a dare alle aziende alle prese con un momento difficile. Il mercato interno, poi, ha subito una contrazione, per cui la vera sfida dell’associazione è portare le piccole e medie imprese sui mercati esteri, attraverso forme di aggregazione: in Turchia, in Russia, in Crimea, perfino in Siberia. Con una soddisfazione che Verga e il direttore di Confindustria Como, Antonello Regazzoni sottolineano: l’aumento del numero di associati a via Raimondi, giunti quasi a quota 700 aziende, con un totale di 38mila dipendenti: «Molti, evidentemente, ritengono che possiamo dare qualcosa in questa fase di crisi». Intanto l’associazione fa la sua parte per orientare gli studenti verso gli ambiti nei quali il lavoro c’è. E partecipa con i sindacati al Progetto Welfare per sostenere i lavoratori in un momento difficile.
E le altre categorie? Cosa ne pensano? «I prossimi sei mesi saranno pesanti per tutti – ammette chiaramente anche Tiberio Tettamanti, presidente dell’Api, l’Associazione Piccola e Media Industria – Il dato più allarmante riguarda il rischio di avere centinaia di ulteriori disoccupati a Como così come in tutta Italia».
Nel mirino soprattutto la difficoltà di accesso al credito. «In questi giorni le banche stanno chiamando le nostre imprese per segnalare un aumento delle spese e una riduzione dei fidi – spiega il presidente provinciale dell’Api – È un grave problema che tocca direttamente gli imprenditori e che molti stanno vivendo sulla propria pelle. E al momento non ci sono cambiamenti di tendenza».
«Le difficoltà riguardano in modo trasversale tutti i settori – aggiunge Tettamanti – Nel metalmeccanico ci sono aziende che sono senza ordinativi e altre che si sono ricavate una nicchia nella quale riescono a lavorare. Nel complesso però prevalgono le difficoltà. Abbiamo un ministro comasco, Corrado Passera. Speriamo ci dia una mano visto che conosce i problemi del lavoro, delle banche, della viabilità e del rapporto con la Svizzera. Dobbiamo sfruttare questa occasione».
Non va meglio nel mondo dell’artigianato. Marco Galimberti, presidente di Confartigianato Como, non è ottimista per i prossimi mesi. «Guardando quello che sta accadendo, a partire dalla manovra, non possiamo certo essere allegri o positivi – dice – Siamo consapevoli che è un momento grave e che dobbiamo arrivare a cambiare il modo di fare imprenditoria. Già vediamo che, nell’ambito di uno stesso settore, c’è chi è riuscito a investire sull’innovazione e internazionalizzazione e sta abbastanza bene. Soffre maggiormente chi lavora esclusivamente o quasi sul territorio nazionale».
«Veniamo da anni di crisi che hanno indebolito le aziende – aggiunge Galimberti – e questo naturalmente non aiuta. Così come peggiora fortemente la situazione la difficoltà di accesso al credito. Vediamo qualche segnale di buona volontà a livello territoriale per gli istituti di credito ma ancora non è sufficiente. Tra gli artigiani, chi ha una microimpresa e lavora solo, soprattutto se è vicino alla pensione sta valutando se valga o meno la pensa di continuare».

Nella foto:
Anche nel 2012 si prospettano mesi di grande sofferenza per le industrie metalmeccaniche così come per altre categorie imprenditoriali (Mv)

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