Anche il Lario festeggia Barack Obama. Da Clooney a Droulers erano tutti per il bis

L’imprenditore Anzani: «Importante il suo ruolo per la ripresa nei rapporti commerciali». Bob Lienhard: «Spero che possa concludere quanto di buono ha iniziato nel 2008»
Una cosa è certa, l’americano più famoso del Lago di Como, George Clooney, ha votato Obama e ora sta festeggiando. Il bel George, con altri big dello star sistem come Julia Roberts, Bruce Springsteen e Barbra Streisand, sta probabilmente festeggiando. Eppure anche l’avversario di Obama, Romney, era sostenuto da vip celebri come l’attore e regista Clint Eastwood e l’imprenditore Donald Trump.
Ora lo slogan “Four more years” riecheggia nel quartier generale di Chicago dove Barack Obama ha saputo con certezza, quando in Italia era ormai l’alba, che sarà ancora lui il presidente degli Stati Uniti d’America. Ancora per 4 anni, appunto. Una rielezione che è stata in bilico fino all’ultimo momento. Con i sondaggi altalenanti e le mappe interattive che, progressivamente, si coloravano di blu, colore della vittoria
 per Barack Hussein Obama. E subito dopo è scoppiata la grande festa.
Il presidente, dopo aver ricevuto le congratulazioni dello sfidante, ha postato un semplicissimo tweet: «Voi lo avete reso possibile. Grazie». Il numero uno degli Usa si è poi concesso alla folla che lo acclamava. E ha festeggiato insieme con la famiglia la rielezione.
Ma Clooney a parte, come è stata vissuta da questa parte dell’Oceano la conferma di Obama?
«Ho letto attentamente i programmi di entrambi i candidati. E sicuramente quello di Obama era il più convincente  – interviene il presidente di Villa Erba, nonché ex amministratore delegato di Villa d’Este (meta prediletta dei turisti a stelle e strisce) Jean-Marc Droulers – Le votazioni si sono svolte senza eccessivi intoppi come accaduto invece in passato».
Chiare le parole del presidente. «Crediamo in un’America generosa, tollerante, aperta ai sogni. Il meglio deve ancora venire. Torno alla Casa Bianca più determinato di prima».
Parole che hanno fatto letteralmente esplodere di gioia le migliaia di sostenitori sparpagliati in tutte le piazze d’America. «Queste elezioni testimoniano ancora una volta l’alto livello della democrazia statunitense. Mi rallegro per il risultato emerso dalle urne. Ora, avendo a disposizione il secondo mandato, Obama potrà portare a termine tutta quella serie di riforme che aveva avviato, pur tra mille difficoltà, già negli anni trascorsi. Nel 2008 si è infatti trovato alle prese con la crisi economica più devastante di sempre», aggiunge sempre Droulers che analizza anche un altro fattore.
«L’America – spiega – è destinata a uscire prima dell’Europa dalla recessione e ciò sarà sicuramente di stimolo e traino per tutti noi». Va tuttavia sottolineato come l’effetto positivo delle elezioni si sia avvertito poco in Borsa. La revisione al ribasso delle stime della Commissione europea sull’economia del Vecchio Continente ha infatti pesato sui listini. Indici a parte però gli Usa stanno ancora festeggiando per la vittoria e la frase «il meglio deve ancora venire» che Barack Obama ha pronunciato nella notte di festa.
E chi con gli Usa ha costanti rapporti economici è Giovanni “Nino” Anzani, amministratore delegato della Poliform. «No c’è stata certamente l’acclamazione del 2008, ma Obama ha saputo riconquistare l’appoggio della gente. Ha convinto ed è piaciuto agli americani nonostante la crisi. Inoltre, storicamente, gli americani sono soliti riconfermare il presidente per un secondo mandato proprio per dargli il tempo e gli strumenti idonei per portare a termine il lavoro iniziato», ha detto Anzani. «Mi aspettavo questo risultato e sono contento. Nei rapporti commerciali ho visto, negli ultimi 4 anni, come anche gli Stati Uniti abbiano risentito profondamente della crisi. Ma si stanno lentamente riprendendo. In certe aree, a partire da New York, si sta ricominciando a costruire con convinzione e si stanno riavviando con decisione anche i contatti con aziende come la nostra», conclude Nino Anzani.
Chi è americano di nascita, ma ormai da 40 anni vive in Italia e ne è diventato cittadino, è l’ex giocatore di basket Bob Lienhard.
 «Ormai sono più italiano che americano – scherza Bob – Ma naturalmente ho seguito le elezioni. Mi sono informato. Non sono rimasto sveglio tutta la notte anche perché il succedersi degli exit poll era estenuante. Spero che ora Obama possa concludere quanto iniziato», racconta l’ex pivot bianco di Cantù.
Ha vissuto minuto per minuto la notte elettorale e si è unita ai festeggiamenti anche Daniela Gaddi, comasca che da alcuni mesi si trova a San Francisco per lavoro. «Abbiamo trascorso parte del pomeriggio e la serata incollati davanti alla tv. Eravamo in 11: non tutti erano cittadini americani – racconta Daniela – ma infine felicissimi per il risultato. Una ragazza, vestita da cheerleader con Obama scritto sulla pancia, ha saltato ininterrottamente per tutta la sera. Abbiamo fatto zapping aspettando che Romney riconoscesse la sconfitta. E poi, nel momento del  discorso di Obama, ci siamo commossi».

Fabrizio Barabesi

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