Anche il pilota e l’avvocato bocciano con forza il paletto

«Servirebbe inoltre una segnaletica luminosa»
È abituato a correre e a evitare gli ostacoli Claudio “Shorts” Corti, pilota del Motomondiale che alla fine di settembre è sceso da una Moto2 per salire una settimana più tardi su una Superbike.
Corti ha 25 anni e tutta l’esuberanza e la sfrontatezza dei giovani centauri, ma quando si tratta di parlare di sicurezza stradale non scherza.
Così l’asso delle due ruote interviene di buon grado nella polemica sul posizionamento del paletto all’inizio di via Briantea, tra l’altro a
pochi metri dal negozio di una leggenda delle moto per Como, Angelo Tenconi.
«Mi piacerebbe conoscere e parlare con chi ha avuto questa brillante idea», attacca Corti.
Si tratta del dirigente alla Viabilità del Comune di Como, con un avallo a livello politico dell’assessore competente, Daniela Gerosa, spieghiamo.
«Ma non ci credo – dice Corti, ieri a Monza per il Racing Weekend, l’appuntamento con i Campionati italiani di Gran Turismo – Io giro spesso a Como in moto e mi sembrava che le cose stessero andando molto meglio. È stata asfaltata via per Cernobbio che era piena di buche e molto pericolosa, sono stati fatti altri interventi in tangenziale, tutti per la sicurezza stradale. Era da qualche anno che non c’era l’asfalto così liscio in città. Ma quella del paletto è una follia. Spero che ci ripensino subito».
In effetti il palo dovrebbe essere spostato e creato uno spartitraffico.
«Avrebbe già più senso. Così com’è – spiega Corti – chi arriva in moto da Lipomo un po’ brillante dopo quella mezza curva a sinistra si trova il paletto nella zona del montante della moto. Non lo vede, e se stringe la traiettoria lo prende in pieno. E, ragazzi, in macchina se prendi un paletto fai dei danni alla carrozzeria e lo butti giù, ma in moto…».
Corti chiede insomma che sia fatto subito un intervento risolutivo. «Ci tenevo proprio a intervenire su questo tema – dice ancora – anche perché non ho ancora capito bene perché lo hanno messo!».
Per indicare un passaggio pedonale spieghiamo.
«Ma che allora facciano qualcosa di visibile», conclude il pilota.
Sulla stessa linea, anche se con toni più pacati, pure l’avvocato Mario Lavatelli, alla guida dell’Associazione civica utenti della strada. «La posizione non è certo delle migliori, perché quel palo è collocato dopo una curva. E servirebbe anche una segnalazione luminosa». Ma la critica che l’avvocato Lavatelli muove al cartello comparso in mezzo a via Briantea e al centro delle polemiche dopo i due recenti incidenti è soprattutto di metodo. Per almeno un paio di motivi.
«Gli interventi viabilistici vanno realizzati in modo completo fin dall’inizio – sottolinea il presidente dell’Acus – Non ha senso mettere un palo per poi spostarlo un po’ più avanti e realizzare un’isola pedonale».
Ma non solo. Secondo Lavatelli, infatti, quando l’amministrazione comunale decide di modificare l’assetto di una strada, «sarebbe meglio se sentisse anche l’opinione delle associazioni coinvolte, non soltanto la nostra, ma anche le altre, per esempio quella dei commercianti, e ovviamente pure il parere della polizia locale. Al di là del caso singolo, a noi piacerebbe che il metodo fosse quello della consultazione. Così come sarebbe opportuno coinvolgere il quartiere interessato illustrando in anticipo le modifiche alla viabilità che si intendono fare».
Tornando al paletto di via Briantea, per il responsabile dell’Acus l’obiettivo del Comune non è soltanto quello ufficiale di facilitare l’attraversamento pedonale, tutelando l’incolumità dei passanti, ma «è anche quello di scoraggiare la sosta delle auto ai lati della strada avendo ridotto, con il cartello, l’ampiezza della carreggiata».
L’avvocato Lavatelli spezza infine una lancia a favore dell’assessore comunale alla Mobilità. «Daniela Gerosa è stata corretta – conclude – Si è fatta carico del problema, ma a mio giudizio si è trattata più di una scelta degli uffici amministrativi che di un’indicazione data dall’assessore».

Nella foto:
Il paletto posizionato all’inizio di via Briantea, a Como. Il Comune si sarebbe convinto a spostarlo di alcuni metri dopo gli incidenti e le aspre critiche mosse allo spartitraffico in questi giorni su queste colonne

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