«Anche le Zone economiche speciali tra le richieste della Lombardia»

Palazzo Lombardia

Le Zes entrano a far parte del novero di richieste che Regione Lombardia presenterà nei prossimi giorni al governo. L’istituzione delle Zone economiche speciali, Zes appunto, nelle fasce di confine della Lombardia è stata infatti inserita nel documento che il presidente Roberto Maroni porterà a Roma come seguito del referendum per l’autonomia del 22 ottobre scorso.
«Sono soddisfatto che nelle 21 pagine di risoluzione per l’Autonomia, esaminate dalle commissioni consiliari, sia stata recepita la proposta di inserire anche l’istituzione di Zone economiche speciali per le aree confinanti con la Svizzera – ha dichiarato il consigliere regionale comasco di Fratelli d’Italia, Francesco Dotti – Il testo approderà in consiglio regionale martedì prossimo e giovedì 9 novembre il presidente Maroni sarà a Roma per aprire la trattativa con il governo».
Ieri tutte le commissioni del consiglio regionale sono state chiamate a dare il parere consultivo sulle materie di propria competenza che rientrano nel dossier che sarà consegnato al governo. Sono 8 le macroaree individuate, in cui sono state raggruppate le 23 materie oggetto della richiesta di maggiore autonomia: dall’area istituzionale a quella finanziaria; dall’economia all’istruzione e alla ricerca, dal welfare alle infrastrutture, dall’ambiente alla protezione civile e così via.
«L’iter per l’istituzione delle Zes parte da lontano e precisamente da una mozione di cui ero primo firmatario, approvata dal consiglio regionale l’8 ottobre 2013 – ha ricordato Dotti – Il 9 luglio 2014 il Consiglio regionale ha poi approvato una proposta di legge parlamentare sulle Zes che giace ancora in qualche ufficio ministeriale romano».
Secondo questa proposta di legge, le Zes coinciderebbero, come perimetro, con le aree di confine lombarde in cui è in vigore lo sconto sui carburanti. Per tutte le imprese che hanno sede nelle Zes sono previsti consistenti agevolazioni di natura sia fiscale sia contributiva nell’arco di 8 anni. Il costo complessivo dell’operazione è stato stimato in 10 miliardi di euro, una cifra notevole.
«Ci tengo a rimarcare – ha aggiunto Dotti – che lo scorso luglio il governo ha indicato una nuova strada per l’istituzione delle Zes che non passava dalla Lombardia. Le due proposte in essere erano relative alla Piana di Gioia Tauro e all’area portuale sull’asse Napoli-Salerno. Ora vogliamo dare un nuovo e importante segnale a Roma. Urgono risposte concrete».

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