Ancora arresti nel Comasco per le baby gang. In comunità una minorenne di Rovellasca

Arco della Pace Milano

Di nuovo in azione nella provincia lariana il Tribunale dei Minori. Questa volta, all’interno di una ordinanza – dopo le vicende della baby gang di Como e l’episodio di violenza avvenuto in una casa di Cantù – è finita una ragazza oggi 17enne di Rovellasca. Il suo nome è contenuto nell’elenco dei giovani colpiti dalla retata che ha sgominato una baby gang che agiva a Milano, aggirandosi in branco nella zona dell’Arco della Pace. Otto minorenni sono finiti in carcere ed una, la comasca, in una comunità. Altri cinque amici della baby gang, in questo caso maggiorenni, sono stati colpiti da un decreto di fermo emesso dal Tribunale di Milano.
Alla ragazza di Rovellasca viene contestato un episodio avvenuto proprio all’Arco della Pace, nella notte tra il 7 e l’8 aprile del 2018. Le accuse parlano di rapina e lesioni aggravate. Stando al racconto delle vittime – poi riscontrato nell’ordinanza – il gruppo di amici, almeno una quindicina, avrebbe circondato due ragazze e un ragazzo fingendo di chiedere una sigaretta. Ne sarebbe poi nato (al rifiuto) un parapiglia in cui ad avere la peggio sarebbe stata una ragazza, rapinata del telefono cellulare (un iPhone 5) e finita al pronto soccorso con una lesione giudicata guaribile in sette giorni.
Tutto sarebbe avvenuto circa 20 minuti dopo la mezzanotte. I ragazzi accerchiati sarebbero prima stati minacciati e insultati. Una delle vittime individuate dal branco, dopo aver schivato uno schiaffo, avrebbe a questo punto spruzzato una bomboletta di spray al peperoncino. Nella rissa i componenti della banda ora arrestata avrebbero preso sia il telefono cellulare sia un portatessere.
La ragazza di Rovellasca è stata riconosciuta tramite un album di individuazione fotografica. Sarebbe stata presente all’interno della baby gang e, nel corso dell’aggressione, avrebbe brandito una bottiglia di vetro.
Non è dato sapere se si sia trattato o meno della stessa bottiglia poi lanciata e finita contro una delle vittime dell’aggressione.
Non tutti e quindici i presenti sono stati identificati e le indagini proseguono. Il giudice del Tribunale dei Minori che ha firmato l’ordinanza, ha sottolineato la gravità dei fatti tenuto conto anche delle modalità della condotta, ovvero «l’uso di armi, la scelta delle persone offese normalmente adolescenti, sempre la stessa zona d’azione» oltre ovviamente «all’agire in branco secondo un metodo prestabilito». Il giudice ha anche sottolineato la «scarsa capacità di autocontrollo» e «l’elevatissima capacità a delinquere» degli indagati.
Alla 17enne comasca è andata meglio rispetto agli amici, finiti in cella: per lei il Tribunale ha ritenuto sufficiente e «idonea ai ravvisati fini educativi e contenitivi» la misura del collocamento in una comunità da cui avrà il divieto assoluto di allontanarsi. L’indagine – che raggruppa una quindicina di capi di imputazione tra il giugno 2017 e il luglio del 2018 – è stata chiamata “Paranza”, dal libro dello scrittore Roberto Saviano dal titolo “La paranza dei bambini”.

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