andrea_greco_autore_smallL’AUTORE
Andrea Greco, l’uomo come tavolozza
Andrea Greco (nella foto, click per ingrandire) è nato nel 1978 e vive e lavora  a Mozzate. Insegna nella scuola primaria, ispirandosi all’esperienza didattica del grande  Bruno Munari. Ha iniziato giovanissimo a dipingere, autodidatta. Lavora creando cicli di opere che raccontano diversi aspetti dell’uomo:  stati d’animo, rievocazioni della memoria, tensioni emotive. Tra il 2007 e il 2010 ha viaggiato  in Kenya e Turchia, dove ha avuto modo di perfezionare l’uso dei pigmenti naturali. Con un ciclo di lavori intitolato Polaroid ha tenuto personali a Berlino e a Lubiana. La sua prossima mostra sarà in un prestigioso spazio espositivo ad Abu Dhabi. Il suo sito Internet è www.grecoandrea.com

andrea_greco_opera_smallL’OPERA
La memoria alla ricerca dell’anima
Lorenzo Morandotti
Frammenti di memoria che si sedimentano e chiedono udienza, in un percorso di ricerca profondo e originale. Hanno questa origine le opere di Andrea Greco, per lo più acrilici e smalti su carta  come questo Ancora una volta (qui a sinistra, click per ingrandire).
I grandi  spazi aperti ma incorniciati da vegetazione e rilievi montuosi in cui si riconoscono lacerti del nostro territorio, forse nostalgie di un’era remota in cui la presenza umana era  più rada, sono protagonisti della serie  Brughiere.
«Appartengo  – dice Greco – a quella schiera di pittori che vengono definiti informali, gestuali, istintivi nella loro azione creativa. Solo una volta l’istinto mi ha tradito. Quando nel novembre di tre anni fa, è morto mio nonno,  Cesare Vignaroli.  Da quando è mancato, per tre mesi  ho  dipinto solo opere della serie Brughiere. Per me era una figura importante, il nonno. Oltre a essere un fabbro eccezionale che operava sul territorio comasco, era anch’egli  pittore. In vita non ha mai voluto esporre. Disegnava e dipingeva per puro diletto, ma era  fine conoscitore di varie tecniche. Mi ha trasmesso la passione per la pittura fin da giovanissimo. Mi ispiravo a lui per dipingere nature morte e scene di caccia». «Ho dipinto queste opere – prosegue – lavorando  come al solito, cercando di abbandonarmi alle sensazioni, alle emozioni,  ma dalla “non forma” comunque nasceva la forma, il gesto era ritmato ma inconsciamente guidato  e andavo, senza rendermene conto, a dar vita ai  miei ricordi, e immortalavo su tela e carta  frammenti di memoria, concetto a me davvero caro. Tutte le passeggiate nelle nostre campagne, lentamente prendevano vita».
Greco ha affidato alla nostra galleria “Lario ad Arte”  anche alcune opere della serie Anche i fiori piangono: «Gioco sulla “non forma” e sull’evocazione dell’uomo contemporaneo attraverso vari  materiali come il catrame, le sgocciolature, le velature di colore. Voglio rappresentare l’uomo come anima ed emozione, non come figura concreta. Mi ispiro a Jim Morrison: “Anche i fiori piangono ma gli stolti credono sia rugiada”. Ecco perché l’anima è per me un bouquet di fiori che scompare: oggi l’arte ha il compito di  dar voce alle  lacrime dei fiori, che sono il prossimo che noi non vediamo perché troppi impegnati in noi stessi».

GALLERIA  (clicca su una immagine per visitare la Galleria)
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