Andrea Testa, quando la poesia dà voce all’anima

Diario in pubblico a passi felpati, in forma di poesia, scritto con padri nobili nel cuore del calibro di Guido Gozzano, Sandro Penna e Clemente Rebora.
Lo firma un esordiente lariano che la critica invita a tenere d’occhio. L’editrice Puntoacapo della provincia di Alessandria, diretta da Mauro Ferrari, pubblica il primo libro di un comasco che sul “Corriere della Sera” è stato mesi fa segnalato come una delle firme più promettenti di oggi.

Si tratta di Andrea Testa, classe 1972, che è anche collaboratore delle pagine sportive del “Corriere di Como”. Il suo libro appena edito da Puntoacapo si intitola Sottovoce. I suoi versi, introspettivi e capaci di parlare a tutti, senza oscuri effetti speciali, danno voce allo spirito del tempo. Si legge ad esempio la disillusione provocata dal vuoto di un’epoca consumistica e priva di identità e valori e preda del rumore, in Generazione Zero: «E così / ci ritrovammo / disarcionati dalla vita, / dalla parte sbagliata / e con ancora troppa strada da fare. / Sacchi vuoti / da riempire di cose inutili / per mitigare il senso / di essere noi / le cose inutili».

Come scrive Paolo Artale nella postfazione, «è uno di quei libri che assomigliano alla soglia di una casa non conosciuta, la quale si passa in punta di piedi per troppa paura di essere indiscreti. Infatti il termine più ricorrente nei testi, “anima”, presuppone un ascolto e una deferenza interna che si esprime davvero sottovoce».

L’editrice si appresta a pubblicare anche un altro comasco, Alessandro Quattrone, autore di A me non sembra di dover morire e altri dialoghi teatrali (Collana di teatro Persona, diretta da Paolo Valesio), con prefazione della studiosa di filosocia Maddalena Mazzocut Mis.

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