Anestesia innovativa al Sant’Anna. Como fa scuola ai medici americani

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Sanità
Illustrato a un convegno in Arizona l’utilizzo di un nuovo farmaco

L’anestesia dell’Ospedale Sant’Anna fa scuola negli Stati Uniti. Un medico del presidio lariano è stato infatti invitato a presentare una sperimentazione fatta in via Ravona al congresso di medicina perioperatoria in Arizona.
Il professionista ha illustrato i risultati dell’utilizzo di un farmaco innovativo per l’anestesia spinale per interventi della durata di 30-90 minuti.
Paolo Barone, responsabile della Day surgery, della Week Surgery e del Prericovero è intervenuto nell’ambito

della sessione “Innovation in anaesthesiology”, presentando un lavoro, realizzato con alcuni colleghi, sull’utilizzo in day surgery della prilocaina, un anestetico nuovo, fino ad ora non utilizzato in questo settore negli Usa. Quanto esposto diventerà anche una pubblicazione scientifica.
Al Sant’Anna, il farmaco è stato utilizzato per anestesie spinali nel caso di interventi chirurgici durati dai 30 ai 90 minuti. Molteplici le operazioni per le quali può essere dunque utilizzata la prilocaina: ortopediche, urologiche, di chirurgia vascolare e generale.
Lo studio è stato condotto su 170 pazienti operati al Sant’Anna nel 2013. «I vantaggi per i pazienti sono molteplici – spiega Barone – In primo luogo, l’effetto anestesiologico è rapidissimo e, in funzione del dosaggio previsto, lo smaltimento è veloce. A fine intervento, termina già il blocco motorio e nel post-operatorio non insorgono problemi di ritenzione urinaria».
«La dimissione in giornata – aggiunge il medico – potrebbe essere compromessa da eventuali problemi ad urinare, con l’uso di altri anestetici. In questo caso si rende necessario il ricovero per almeno una notte, con costi per la degenza, complicazioni nel percorso postoperatorio e rischio infezioni».
In Arizona, Paolo Barone ha spiegato ai colleghi americani anche l’organizzazione della Day surgery del Sant’Anna. «Il fulcro del sistema – precisa il medico – è incentrato sul prericovero chirurgico, che prevede tutti gli accertamenti necessari per la tipologia di intervento da effettuare e lo studio di ogni singolo caso, con effetti positivi a cascata che vanno dalla riduzione dell’ospedalizzazione e dei costi a un più veloce turn-over dei pazienti».
Il prericovero, ambulatorio attivo nel poliambulatorio di via Napoleona a Como, ha assistito nel 2013 circa 6mila pazienti. «Nel 2013 – spiegano da via Ravona – il tasso di mancata dimissione, ovvero quando un paziente, per complicanze varie, deve restare ricoverato la notte o più giorni, al Sant’Anna è stato dello 0,8% a fronte di un dato di riferimento della Società di Anestesia e Rianimazione e Terapia Intensiva pari al 3%».

Anna Campaniello

Nella foto:
L’Ospedale Sant’Anna di Como. Una innovativa tecnica di anestesia è stata presentata negli Usa da un medico del nosocomio

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