(ANSA) – REGGIO EMILIA, 09 SET – Decine di denunce, più di 20 anni, per raccontare l’assedio di un uomo sconosciuto che, oltre a tormentarla con lettere deliranti piene di minacce, almeno in quattro occasioni l’avrebbe anche assalita fisicamente, indossando una maschera come quella resa famosa dal film Scream. Ma le indagini dei carabinieri di Reggio Emilia chiarirono che nulla di quanto denunciato da un’avvocatessa residente in città era vero. La stessa aveva prodotto per i carabinieri quelle lettere e quello che l’ha incastrata sono state le tracce del suo Dna, trovato dietro a un francobollo. Per questo per la donna era scattata la denuncia per simulazione di reato. Ieri, la condanna in tribunale a Reggio Emilia a 10 mesi di reclusione. L’accusa era rappresentata dal pm Valentina Salvi, che ha coordinato le indagini: i fatti sono andati avanti dal 1989 e scoperti nel 2003. (ANSA).
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