Cultura e spettacoli

Stefano Annoni mattatore al “Manzoni”

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Teatro – Parla l’attore comasco protagonista al “Manzoni” di Milano con Maria Amelia Monti e Angela Finocchiaro

Protagonista del teatro leggero d’autore (sarà in tournée fino a gennaio inoltrato, in tutta Italia), l’attore comasco Stefano Annoni è protagonista assieme ad Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti della divertente pièce di Cristina Comencini La scena, attesa da giovedì 7 fino al 24 novembre sul prestigioso palcoscenico del Teatro Manzoni di via Manzoni 42 a Milano.
Il giovane comasco ha raccontato di recente in un’intervista esclusiva a “Vogue” la sua esperienza di “toy boy” in questo

spettacolo che dura circa un’ora e mezza ed è la rivelazione della stagione. «Due donne e un ragazzo in mutande», così Annoni presenta la commedia sulla sua pagina Facebook. È una pièce che indaga le varie maschere dell’essere donna e dell’essere uomo in questi tempi di grande crisi di identità dei ruoli. Così va in scena la comica immersione di un ragazzo nei sentimenti femminili, e Stefano si trova diviso tra Lucia, attrice, e Maria, dirigente di banca separata e madre di due bambini. Due femminilità opposte: Lucia ha rinunciato alla passione, piuttosto di un uomo si accontenta di amare i personaggi (più interessanti) che incontra sul palcoscenico. Maria, invece, non può stare senza l’amore di un uomo.
«È il mio momento d’oro – dice Annoni – fuori dal camerino mi chiedono di autografare cartoline con le mie foto. Mi imbarazza e mi fa piacere. Mi godo la celebrità e gli applausi a scena aperta».
Ma come funziona questa pièce? «Oggi, e lo dico oltre che da attore anche da uomo di teatro impegnato in regie e compagnie, è sempre più difficile trovare testi che funzionino davvero bene. Spesso gli autori contemporanei sono autoreferenziali, vanno bene solo sulla carta ma alla prova della scena deludono. Questo lavoro della Comencini si rifà alla grande tradizione del vaudeville, ne ha i ritmi e soprattutto ne recepisce la sapienza all’interno della stessa drammaturgia. Nella nostra pièce si percepisce il lavoro di artigianato proprio di chi pensa alla scena e non alla pagina scritta».
«Questo lavoro della Comencini – prosegue Stefano Annoni – richiede grande affiatamento: mi ha impegnato non solo nel fisico, dato che ho anche alcune parti di kung fu in scena, ma anche sotto il profilo attoriale, perché Cristina da me ha preteso molto e non voleva lasciarmi “solo” sul palcoscenico. Posso dire di essere cresciuto con lo spettacolo, che ogni sera è maturato: anche perché devi essere matematico sui tempi di scena, ed essere sempre concentratissimo. Qui poi nel testo della Comencini passi da scene comiche a scene forti che fanno pensare, e non è facile tenere il ritmo».
Annoni è davvero poliedrico: ha interpretato il giovane ucciso dalla mafia Peppino Impastato, una drag queen tacco dodici, ma anche Cyrano, Romeo, Tristano (con il grande regista francese Patrice Chereau, Orso d’oro al Festival di Berlino) e Amleto. Dal 14 al 17 aprile prossimi Annoni porterà al Piccolo di Milano un altro suo progetto, sviluppato con Artevox e As.Li.Co. Teatro Sociale di Como, dal titolo Volo Nove Zero Tre – Emil Zatopek il viaggio di un atleta, testo della studiosa di estetica comasca Maddalena Mazzocut-Mis.
«Sono poliedrico e sempre aperto a nuove occasioni – dice Annoni, che speriamo di vedere al Sociale di Como con La scena – Per me la pièce della Comencini è al tempo stesso un punto di arrivo e un punto di partenza. In futuro mi piacerebbe tornare ai classici, ma il bello del mestiere d’attore è proprio nel sapere e nel poter transitare attraverso piu registri, come faccio io: dalla pubblicità in tv al teatro civile alla commedia che fa pensare. Così il teatro diventa una grande palestra di vita, e gli attori della mia generazione, quelli che adesso hanno più o meno trent’anni, lo hanno capito benissimo: chi non ce l’ha questa determinazione, questa voglia di emergere in più settori, lascia il campo ad altri».
Annoni, il cuore batte sempre per Como, anche in tournée? «Sempre. Spero di vedere un Politeama finalmente riaperto al pubblico come sala polifunzionale in cui abbia un ruolo forte il teatro di prosa. Per la città sarebbe un sogno che si realizza».

Nella foto:
Un momento della pièce che approderà al Manzoni
6 Novembre 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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