Anticorruzione al “lavoro” sui profughi: nel mirino di Cantone gli appalti per la gestione del centro di Prestino

Il Centro di accoglienza di Prestino

© FKD/F.Diotti | como. . La gestione del centro di Prestino è finita nel mirino dell’Autorità Anticorruzione

Non ci sono soltanto le paratie nel mirino che l’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha puntato in direzione di Como. Sotto stretta osservazione sono finiti anche i servizi di assistenza sociale e, in particolare, alcuni affidamenti diretti per la gestione dei centri di accoglienza per i profughi e di assistenza per famiglie in difficoltà.
L’Authority guidata da Raffaele Cantone chiede chiarimenti su una spesa complessiva di 760mila euro circa ed elenca 8 contratti per i quali Palazzo Cernezzi potrebbe essere chiamato a dare spiegazioni ulteriori.
Nei giorni scorsi, sul sito dell’Anac sono stati pubblicati i risultati dell’indagine condotta per verificare la corretta applicazione «delle regole riguardanti gli appalti di servizi e forniture» e, in particolare, l’analisi degli affidamenti diretti.
Quando l’importo non supera una certa soglia (in questo caso, 40mila euro), gli enti locali possono decidere di non procedere con una gara ma di affidare direttamente la gestione di un servizio, magari in continuità.
Il problema nasce se questi affidamenti, sommati gli uni agli altri, vanno oltre la cifra massima stabilita dalla legge.
Spiegano infatti i funzionari dell’Anac che «sono stati estrapolati dalla banca dati nazionale dei Contratti Pubblici, per ciascun anno, i dati relativi a forniture e servizi in economia affidati dal 1° gennaio 2010 al 10 marzo 2015 che presentano carattere di regolarità o che risultano reiterati nell’arco temporale annuale, assunto come riferimento, e che nel complesso superano la soglia consentita».
L’indagine ha portato, «in conclusione, all’individuazione di 90 Comuni capoluogo interessati da anomali fenomeni di ripetizione contrattuale».
Come detto, la città di Como è tra questi 90 Comuni per almeno 8 contratti stipulati tra il 2013 e il 2014 per la gestione dei centri di Prestino e di Tavernola.
«Non sono al corrente di questa indagine dell’Anticorruzione – afferma Bruno Magatti, assessore ai Servizi sociali di Como – ma confermo che in questi anni abbiamo affrontato e tentato di risolvere una situazione anomala».
Magatti distingue da un lato le procedure di «emergenza» necessarie quando si è trattato di rispondere «con immediatezza ad alcune situazioni difficilissime», dall’altro lato le proroghe concesse «in attesa di ultimare le procedure di gara. A Prestino, ad esempio, l’affidamento con bando è stato fatto già alla fine dello scorso anno. Più in generale – aggiunge Magatti – credo di poter dire che la nostra giunta ha avviato un totale riordino di situazioni fuori norma. Si tratta di un processo non breve e che completeremo, perché sono del parere che tutto debba essere normalizzato».

Dario Campione

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