Antonio Pedretti espone a Roma con Marsiglione

Dipinto della serie Bianco lombardo visibile nello spazio di San Pietro in Atrio a Como

La galleria comasca “Mag” di Salvatore Marsiglione e il Circolo del Ministero degli Esteri aprono la mostra personale del maestro Antonio Pedretti giovedì 13 dicembre alle ore 18.30 presso il Circolo del Ministero degli Esteri in Lungotevere dell’Acqua Acetosa 42 a Roma. Durante l’inaugurazione, la Principessa Caroline Haffner Murat eseguirà per gli ospiti un concerto per pianoforte dal suo importante repertorio. Inaugurazione a inviti, per visitare la mostra in altro momento,  telefonare allo 068086130.

I comaschi conoscono bene Pedretti grazie all’impegno di Marsiglione nel divulgarlo. Di recente ha proposto le sue tele in una personale dal titolo Bianco lombardo nell’ex chiesa di San Pietro in Atrio. Nella poetica di Pedretti centrale è il naturalismo come dimostrano anche i lavori della serie Bianco lombardo. Un naturalismo però espresso con un personale atteggiamento contemporaneo e informale. Ciascuna serie è costruita intorno all’esplodere o implodere di luce e suggestioni naturali. Alberi caduti o spezzati, edifici ancestrali che sembrano emergere dentro visioni apocalittiche. E su tutto domina il bianco. Che è bianco della neve ma anche della luce. Le opere più riuscite sono proprio quelle dove più è evidente questa “apertura” di luce, una sorta di visione onirica in cui il segno lascia completamente spazio al colore. I dipinti sono costruiti come stratificazioni: inserti di carta e spatolate si innalzano sopra colate di colore.

Antonio Pedretti è nato nel 1950 a Gavirate, in provincia di Varese. La sua formazione avviene alla scuola di pittura del Castello Sforzesco e poi all’Accademia di Brera. In gioventù ha esposto a Bruxelles con una presentazione di Renato Guttuso. Tra i critici che gli hanno dedicato testi introduttivi, Achille Bonito Oliva ed Enrico Crispolti.

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1 Commento

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    Carlos Cattafesta , 13 Dicembre 2018 @ 20:41

    La pittura di Antonio Pedretti è veramente affascinante, ci sono delle tele che mi ricordano i tratti di Hans Hartung, posseggo una sua opera acquistata una quindicina di anni fa e ancora ora a distanza di tanto tempo quando la osservo scopro sempre qualcosa di nuovo. Meriterebbe di partecipare alla quadriennale d’arte di Roma.

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