Cronaca

Anziani sempre più nel mirino dei truffatori

altAll’Università Popolare i consigli del vicequestore e della psicologa
«Sulla strada, al Bancomat, al parco, al supermercato, in casa. Il truffatore è sempre in agguato e bisogna conoscerlo per difendersi. Questo vale soprattutto per le persone più fragili ed esposte al rischio, gli anziani prima di tutto».
Il vicequestore aggiunto Ilaria Serpi è intervenuta ieri a un incontro dell’Università Popolare sul tema “Non aprite quella porta: contrasto dei reati ai danni degli anziani”.
I casi di truffa sono in costante aumento e i meccanismi di azione

dei malintenzionati seguono un copione standard. «La truffa è il reato più comune subìto dagli anziani, agisce sulla buona fede della vittima – dice Ilaria Serpi – Crea un danno economico ma ha anche una ricaduta psicologica e sulla qualità della vita. La vittima subisce una perdita di fiducia».
Il truffatore si nasconde spesso dietro volti rassicuranti. È gentile, elegante, affabile e ha un’ottima parlantina. «Sono persone capaci di mandare in confusione la vittima con fiumi di parole. Uomini e donne che spesso agiscono con un complice. In molti casi fingono di essere amici del figlio o del nipote dell’anziano preso di mira».
Qualche situazione tipo: il finto funzionario che chiede di poter entrare in casa per un controllo; il falso amico del figlio che avvicina la vittima per la strada e chiede soldi per conto proprio del figlio; il finto passante che distrae il malcapitato mentre sta prelevando al Bancomat e gli ruba la tessera; il malintenzionato che, approfittando di un momento di disattenzione della propria vittima al supermercato, ruba la borsa appesa al carrello o lasciata sul sedile dell’auto durante le operazioni di carico delle borse della spesa.
«Nel caso delle truffe in banca, in Posta o al supermercato, il malintenzionato agisce velocemente e sfrutta un attimo di distrazione, spesso creata dallo stesso malvivente – ha sottolineato Ilaria Serpi – È diversa invece la situazione nel caso dei raggiri per strada o delle truffe in casa. In queste circostanze, il truffatore ha una grande capacità di manipolare le persone. Prima utilizza modi amichevoli per entrare in relazione con la vittima, poi crea in lei lo smarrimento e, con modi decisi, agisce per portare a termine il suo piano».
«Conoscere i meccanismi con cui agiscono i truffatori è il primo passo per non farsi ingannare – ha concluso il vicequestore – Soprattutto per le persone sole, è bene rinsaldare i legami familiari, amicali e anche di vicinato. In tutti i casi dubbi o sospetti e nelle situazioni poco chiare, bisogna chiamare sempre il 112. Meglio un falso allarme che diventare vittima di un truffatore».
Il tema delle truffe ai danni degli anziani è stato poi affrontato anche dalla psicologa Elisa Frigerio.
«Tenere allenata la mente, il cervello – ha spiegato l’esperta – è il primo farmaco contro l’invecchiamento e permette di evitare buona parte dei problemi e dei disturbi che poi rendono le persone più facilmente preda dei truffatori. Nel caso in cui il raggiro venga messo a segno, invece, è altrettanto importante che la vittima, che può soffrire di un disturbo post-traumatico da stress, sia seguita e aiutata ad affrontare il problema».

Anna Campaniello

Nella foto:
Il vicequestore aggiunto Ilaria Serpi e la psicologa Elisa Frigerio all’Università Popolare (Mv)
29 ottobre 2014

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