“Aperitivo lungo” per i giovani: successo al Sociale

altBarbara Minghetti: «A Dublino e a Vienna i teatri diventano discoteche una volta la settimana»
Che Como avesse fame di eventi era noto da tempo.
Che bastasse però una sola notte per scuotere la città, non se lo aspettava nessuno. Da giorni, tra i giovani, era palpabile una certa fibrillazione, tanto che i biglietti per “Cross The Line”, evento multimediale andato in scena ieri in un Teatro Sociale completamente destrutturato per l’occasione, si sono esauriti in pochissimi giorni.
Un format artistico innovativo per il panorama comasco, con nuove idee ed energie, è stato in grado di attrarre quasi mille persone che abitualmente non frequentano la nobile platea di piazza Verdi. 

 

Nobiltà che qualche purista potrebbe ritenere profanata a favore di una richiesta di spazi adeguati da parte di un pubblico diverso da quello che abitualmente frequenta un teatro. Una cosa è però certa, quando un evento parte dal basso, da una équipe di giovani alla quale è stata riposta fiducia, i risultati si vedono.
Architetti, attori, ballerini, musicisti, dj hanno costruito una serata speciale in un luogo speciale. Per una notte gli è stata offerta la “casa della musica” più antica della città. Il presidente del Teatro Sociale, persona che non ha paura di infrangere barriere, è molto soddisfatta: «L’idea – racconta Barbara Minghetti – è nata molti mesi fa. Da tempo volevo un evento a palco nudo, senza sedute. Inizialmente avevo pensato a qualcosa per i 200 anni del teatro, a una serata danzante come si faceva storicamente al Sociale. Poi ho pensato che sarebbe stata una cosa troppo seria, fuori dal tempo, che non avrebbe coinvolto i giovani. Allora, insieme alle mie collaboratrici, abbiamo deciso che era giusto coinvolgere un gruppo di giovani per organizzare un evento che non fosse contro la storia del teatro, ma orientato verso una sua possibile rilettura».
Così è nato l’incontro con i ragazzi di Marker: «Abbiamo testato la loro professionalità – prosegue Minghetti – con due piccole serate post-spettacolo che sono andate benissimo. Si sono dimostrati seri e preparati e il risultato lo abbiamo visto venerdì sera con le apprezzate performance di artisti arrivati anche da Berlino».
Rispetto a chi storce un po’ il naso, come sempre la presidente Aslico guarda avanti: «I teatri hanno un problema di sostenibilità. Pensare di chiuderci in noi stessi oggi è una follia – spiega Barbara Minghetti – Il teatro più importante di Dublino, ma non è ovviamente il solo, succede anche a Vienna, si concede una volta la settimana alla discoteca. Noi abbiamo creato un evento artistico innovativo – ad esibirsi c’erano anche studenti del corso di Elettronica del Conservatorio di Como – che ripensa in chiave moderna a quanto già succedeva in passato nei teatri di tutta Europa».
D’altra parte, da sempre, il Sociale è sede di eventi di varia natura: dai concerti pop ai matrimoni, dal cabaret alla prosa. «È così e non può essere diversamente. Anche gli eventi privati organizzati dai Palchettisti – aggiunge – servono a sostenere l’economia di una struttura importante come la nostra. Noi proviamo a soddisfare le richieste della città, lo abbiamo fatto riportando al Sociale e in Arena anche il cinema, rispondendo sempre con la qualità. “Cross The Line” ha dimostrato questo e certamente in futuro potremmo ripetere esperimenti di questo tipo».

Nella foto:
La platea del Teatro Sociale trasformata venerdì sera in discoteca per lo spettacolo “Cross The Line” (fotoservizio Fkd)

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