Appello alla città per una cultura che sia petrolio dell’Italia

altGiovedì alle 18 – All’iniziativa dell’Accademia di Belle Arti “Aldo Galli” di Como numerose adesioni di operatori e associazioni

Il capoluogo lariano è di nuovo alle prese con gli “stati generali” della cultura, promossi non da un ente pubblico come la Regione Lombardia o il Comune, come avvenuto in passato, ma da un ente privato che pure ha molte collaborazioni con il territorio.
“Il Paese chiama. Como risponde. Può la Cultura essere il nuovo motore di sviluppo per l’Italia?” è il titolo dell’inizativa che terrà banco giovedì 21 febbraio alle 18.30 nell’aula magna dell’Accademia di Belle Arti “Aldo

Galli” di via Petrarca 9.
«Vogliamo una discussione aperta e condivisa. Non si tratta affatto di un’iniziativa legata alla campagna elettorale – dice il presidente dell’Accademia, Salvatore Amura – Siamo partiti dal semplice ragionamento, siamo di fronte ad una possibile svolta “storica”; in un grave momento di crisi come questo bisogna veramente dare spazio e forza alle risorse che abbiamo a disposizione, che male utilizziamo e poco valorizziamo. Adesso possiamo voltare pagina. È giunta finalmente l’ora di concretizzare la cultura e renderla produttiva. È finito il tempo delle parole e degli annunci».
All’iniziativa hanno già aderito numerose associazioni e operatori culturali della città, nonché amministratori e politici. Ogni intervento al dibattito non dovrà durare più di 5 minuti di orologio, per lasciare a tutti lo spazio sufficiente alla discussione.
Intanto, sempre alla Galli, giovedì prossimo a partire dalle 17 la professoressa Daniela Giunco terrà una nuova conferenza su abbazie e monasteri per il ciclo “Quando le pietre raccontano”. L’iniziativa è a cura della delegazione comasca del Fai.

Nella foto:
In primo piano, il presidente dell’Accademia Galli ,Salvatore Amura, durante la presentazione del catalogo commemorativo per i primi 35 anni dell’istituto, lo scorso maggio (Fkd)

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