Applausi e condivisioni dal Lario per il discorso di Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante il discorso di fine anno.

Opinioni concordi sulle parole del presidente della Repubblica

Speranza, condivisione, soddisfazione e anche gratitudine, sono questi i sentimenti più comuni tra le otto personalità che ieri hanno accettato di commentare per noi il discorso di fine anno del Capo dello Stato, Sergio Mattarella.

In meno di un quarto d’ora il Presidente della Repubblica è riuscito a toccare temi nodali per l’Italia e gli italiani, come sottolinea Veronica Airoldi, sindaco di Erba. «Ho apprezzato il linguaggio semplice e diretto del Presidente, la sua capacità di sintesi». Il discorso ha avuto due milioni di visualizzazioni anche sui social. «Come non condividere gli appelli alla fiducia, alla responsabilità e alla coesione – aggiunge – Troppo spesso si è convinti che solo con il rumore si possa trasmettere dei messaggi. L’appello di Mattarella va proprio nella direzione opposta».

«Un discorso organico che ben fotografa il momento di cambiamento che sta vivendo l’Italia» commenta il parlamentare comasco del Movimento Cinque Stelle, Giovanni Currò. «Il Presidente della Repubblica è una guida fondamentale, il garante dei principi della nostra Costituzione – aggiunge – Nel suo discorso ha utilizzato più volte il termine comunità, che troppo spesso viene dimenticato sia in ambito nazionale sia in ambito europeo».

«Il Presidente ha fatto riferimenti molto chiari anche sulla situazione politica attuale – dice il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo – penso alle parole utilizzate per affrontare i temi della sicurezza o dell’Europa. Ovvero il rispetto delle regole, il sentimento di appartenenza. Illuminanti il passaggio sul sociale e sulla sua tassazione. Non si può mettere in crisi il volontariato che si occupa di questioni che lo Stato dovrebbe risolvere».

«Un discorso da ascoltare e da leggere – sottolinea il presidente della Bcc Brianza e Laghi Giovanni Pontiggia – In un momento particolare della storia d’Italia serviva un richiamo ai valori su cui si regge tutto il convivere sociale. Credo possa essere un grande insegnamento anche per i giovani. Non si possono più affrontare i temi della vita soltanto con annunci e slogan. A una politica urlata, il Presidente Mattarella ha opposto la politica ragionata e insegnata». Anche Pontiggia affronta poi il tema del sociale. «Le associazioni del volontariato nascono dal basso e vanno tutelate» conclude.
Per Mauro Magatti, sociologo ed economista, docente alla Cattolica di Milano e firma del “Corriere della Sera”, quello di Mattarella è stato «il suo discorso più equilibrato», nell’alveo di una grande tradizione istituzionale, e «c’è da augurarsi che dopo il periodo di rodaggio del nuovo governo e conclusa la discussione sulla legge di bilancio, possa essere recepito come un messaggio costruttivo di speranza e possa contribuire a rasserenare gli animi abbassando i toni accesi del dibattito recente e a far lavorare la politica sui problemi concreti del Paese. Mattarella invita a guardare alle grandi questioni che gravano sull’Italia non in senso divisivo».

Nelle parole di Mattarella i valori del volontariato e la necessità di evitare la prevista “tassa sulla bontà”. Inopportuno però, secondo Mauro Frangi, presidente di Confcooperative di Como e Varese, «tirare per la giacchetta» il Presidente, attribuendo colori politici al suo discorso. «Trovo sbagliato ridurre un ragionamento di alto profilo all’attualità politica e al singolo provvedimento. Mattarella semmai ha ricordato quanto sia importante per un Paese come il nostro lavorare tutti insieme per costruire una comunità più coesa e più inclusiva possibile. Un richiamo forte ai legami di comunità, a quel prendersi cura degli altri, di cui si sente molto l’importanza proprio in momenti come quello attuale, in cui sembra prevalere il rancore a tutti i livelli di relazione. Il presidente – aggiunge Frangi – ci ricorda che ci sono cose importanti che ci tengono insieme e sulle quali vale la pena costruire, per andare avanti nel modo migliore».

Il presidente di Coldiretti Como e Lecco, Fortunato Trezzi, coglie nel discorso di Mattarella soprattutto il forte richiamo alla stabilità economica e alla coesione sociale: «Ci servirà da sprone per uscire dalla crisi, da troppo tempo comparti economici strategici come è il nostro soffrono per mancanza di visione e prospettiva da parte della politica e a farne le spese sono soprattutto le imprese piccole e medie. Il presidente Mattarella ci ricorda con forza che urge un cambio di passo e che devono essere riportate al centro la persona e il territorio, solo così possiamo rilanciare il welfare e auspicare un più diffuso benessere. Specie se come nel caso del Comasco “territorio” significa una serie di prerogative di eccellenza, che possono dare lavoro ai giovani. Difendiamo un Dna che il mondo ci invidia, altrimenti non avremo futuro».

Anche il presidente della Compagnia delle Opere di Como e Sondrio, Marco Mazzone, rimarca il fatto che Mattarella ha saputo parlare a tutti i cittadini e a tutto il Paese, richiamando al senso di responsabilità: «L’Italia vive una fase molto delicata, il presidente Mattarella nel suo forte richiamo alla responsabilità individuale e al ruolo centrale del terzo settore ha saputo indicare con precisione il punto da cui dobbiamo ripartire tutti insieme, comprese quelle realtà che già operano quotidianamente nell’economia reale e lavorano con la logica della sussidiarietà e quindi affiancandosi allo Stato. Il presidente nel suo richiamo forte alla coesione sociale ha chiamato a uno sforzo corale tutte le energie “buone” del Paese che devono saper rimettersi in moto, e nel Comasco sappiamo che ne sono parecchie. Il suo messaggio – conclude Mazzone – è stato forte e rivolto a tutti, nessuno escluso».

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