“Apriti Sesamo”, arriva Battiato

altJoe Bonamassa, musicista americano con profonde radici nella tradizione, è ritenuto da molti esperti il miglior chitarrista dell’attuale scena blues-rock. Se alcuni sostengono che B.B. King, Hendrix e Steve Ray siano i suoi riferimenti principali, altri sottolineano una maggior vicinanza ai capiscuola inglesi come Clapton e

Mayall.
Di fatto, Joe è un artista che mette molta personalità nel proporre la sua torrida miscela musicale, che pur attingendo a piene mani dalla classica ricetta del blues elettrico, spesso viene personalizzata con dosi abbondanti di pop ad alta energia. Il concerto di giovedì 28 febbraio, alle 21, all’Alcatraz di Milano, è una buona occasione per ritrovare dal vivo la sua musica, cifra di cui hanno certamente bisogno le sue chitarre, e per scoprire le canzoni del recente album Driving Towards The Daylight.
Buford Pope, all’anagrafe Mikael Liljeborg, nasce nel 1971 a Gotland, un’isoletta svedese di poche anime, per lo più pescatori, nel cuore del Mar Baltico. La vita sull’isola non offre molte possibilità e la musica rappresenta presto una via di fuga. A 15 anni Mikael rimane folgorato da Bob Dylan, non solo per le sue canzoni ma anche per il suo modo di cantare, di essere e apparire.
A Mikael si apre un nuovo mondo attraverso le ballate rock di Neil Young, Bruce Springsteen, Jackson Browne e Tom Petty e i blues di Robert Johnson. Prendere la chitarra e iniziare a scrivere canzoni è un passaggio naturale.
La sua voce ricorda il primo Rod Stewart e Steve Forbert e si sposa alla perfezione con le melodie della miglior tradizione del rock americano. Il debutto discografico arriva nel 2003 con l’omonimo Buford Pope a cui seguono Blood Relatives del 2008 e Too Young To Be Old del 2010. Venerdì 1 marzo, alle 21, sul palco del live club All’1&35circa di Cantù Pope presenta Matching Numbers sicuramente il suo album più bello e maturo di sempre pubblicato lo scorso anno.
Massimo Bubola è un musicista di rara intensità, un poeta dalla penna lucidissima. Le sue collaborazioni passate hanno contribuito a scrivere alcune tra le pagine più illuminate della storia della musica d’autore italiana e i suoi lavori hanno lasciato un impronta stilistica chiara, riconoscibile. In questo caso, a cinque anni da Ballate di Terre & Acqua, l’ultimo album di inediti dell’artista veneto, l’ispirazione lirica risulta più che mai autentica e sincera. Malinconica, ma mai rassegnata, la scrittura di Bubola resta altissima e fluida, soprattutto nella capacità di saper leggere l’attualità senza mai cadere nei luoghi comuni o, peggio, nel qualunquismo.
Questo è un disco di impegno intellettuale forte, di canzoni che sanno portare con coraggio la croce delle idee, di musica folk rock senza trucchi digitali. Vien da dire che Massimo è ancora uno splendido musicista analogico, un contadino che sa ancora riempire i nostri bicchieri di canzoni vere. Dal vivo, sabato 2 marzo, alle 21, al Teatro Gassman di Gallarate.
Sul palco del Teatro Sociale di Como, mercoledì 6 marzo, alle 21, è il turno di Franco Battiato, in concerto per supportare il recentissimo album Apriti Sesamo.
Il poliedrico artista siciliano, che ha festeggiato nel 2012 i quarant’anni dal suo primo disco, Fetus del 1972, ha iniziato ad avere enormi riscontri commerciali dopo la pubblicazione di Patriots del 1980, disco che conteneva due brani presto diventati due classici: Up Patriots to Arms e Prospettiva Nevski.
Ma è l’anno successivo che Battiato, primo artista italiano a superare il milione di copie vendute, sbanca con l’epocale La voce del padrone, un album che non ha una sola canzone sbagliata: Summer on a solitary beach, Bandiera bianca, Gli uccelli, Cuccurucucù, Segnali di vita, Centro di gravità permanente, Sentimiento nuevo.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.