Archistar lariana in Cina

altEdifici “made in Como”  – La nuova sede della “Borsa di interscambio” per i manufatti in plastica di Canton è firmata da Joseph di Pasquale

Il progettista comasco Joseph di Pasquale, classe 1968, torna protagonista nelle cronache di architettura internazionali con un progetto cinese. Qualche anno fa era salito sugli altari per aver firmato una torre-albergo di 105 metri, per 24 piani, nel nuovo parco “Minitalia” di Capriate, uno dei più importanti parchi a tema d’Italia.
Adesso invece l’architetto lariano è in primo piano in Cina dove già qualche anno fa aveva fatto notizia per aver progettato una intera eco-town da

75mila abitanti a Jingwu, con una particolare soluzione stilistica: moltiplicare la densità abitativa mantenendo al contempo gli standard di qualità e di ecocompatibilità secondo livelli occidentali. Uno sforzo di progettazione “verde” importante, in un Paese che ha visto lievitare negli ultimi dieci anni la sua quota di immissione di agenti inquinanti nell’atmosfera.
Lunedì prossimo invece Di Pasquale, che ancora sogna di firmare un palazzo nella sua Como, inaugurerà un megaedificio dalla fortissima valenza simbolica a Canton, sulla riva del Fiume delle Perle, dalla curiosa forma circolare. Alla cerimonia parteciperanno il console italiano a Canton Benedetto Latteri e l’addetto scientifico dell’Ambasciata d’Italia in Cina, Giuseppe Rao.
Si tratta del Guangzhou Circle, sede della Guang Dong HongDa XinYe Group, che non è un edificio di pura rappresentanza ma una centrale operativa del business di primaria importanza. Infatti è la sede della Borsa di interscambio di materiale plastico più grande del mondo con oltre venticinque miliardi di euro scambiati ogni anno.
Di Pasquale (con il suo studio Am Project di Milano) ha vinto nel 2009 un concorso internazionale bandito dalla proprietà per la realizzazione della propria sede. Il palazzo ha 33 piani per circa 128 metri di altezza e 85.000 metri quadrati di superficie. Il suo costo è di circa 50 milioni di euro. Di forma circolare, ha al centro uno spazio vuoto anch’esso perfettamente circolare, con un diametro di 48 metri.
L’architetto lariano, per distinguere il palazzo dai modelli occidentali purtroppo imperanti ovunque con la globalizzazione, ha puntato su un palazzo-icona rispettoso della tradizione orientale: infatti si ispira al fortissimo valore iconico dei dischi di giada e alla tradizione numerologica del feng shui. In particolare, il doppio disco di giada (bidisk) è il simbolo regale dell’antica dinastia cinese che regnava in questo territorio circa 2000 anni fa. L’edificio riflettendosi nell’acqua del fume forma esattamente il medesimo disegno: un doppio disco di giada. Questa figura corrisponde anche al numero 8 e al simbolo dell’infinito che, per la cultura cinese, ha un forte valore propiziatorio.
Si tratta di un “made in Italy” anche sotto il profilo ingegneristico. Infatti, la struttura. particolarmente audace dal punto di vista strutturale. è in acciaio ed è stata studiata nella fase concettuale in Italia e testata nella galleria del vento del Politecnico di Milano.

Nella foto:
A lato, vista dell’edificio disegnato da Joseph Di Pasquale in fase di avanzato completamento

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