Area dell’ex ospedale Sant’Anna: «Ai privati vendita a blocchi»

Finestre rotte nei padiglioni dell'ex ospedale Sant'Anna (foto Nassa)

Il direttore generale Banfi favorevole alla suddivisione in lotti: «Sono ottimista»

Il destino dell’area del vecchio ospedale Sant’Anna di via Napoleona: un tema tornato d’attualità non soltanto per il cambio della guardia alla guida dell’Asst Lariana, l’ex Azienda ospedaliera – Marco Onofri ha lasciato l’incarico all’attuale direttore Fabio Banfi – ma anche per il recente sgombero al G.B. Grassi di Camerlata.

Al pari della Ticosa anche questo luogo resta una ferita aperta. Dopo che tutti i tentativi di alienare in blocco l’area sono andati a vuoto, prende sempre più forma l’idea di suddividere la zona in diverse parti per renderla più appetibile ad eventuali investitori.

Una tesi ribadita anche dal nuovo direttore generale dell’Asst Lariana, Fabio Banfi. «Credo che questa ipotesi di lavoro sia funzionale all’obiettivo della dismissione – spiega – Si tratta di un problema che deve essere però affrontato con una molteplicità di attori istituzionali con cui trovare una compensazione interna rispetto alla decisione finale».

«Sono ottimista – aggiunge Banfi – Sia Regione Lombardia sia il Comune di Como hanno manifestato interesse a voler risolvere la questione in termini definitivi».
La parola d’ordine è dunque accelerare perché da quell’accordo del 13 dicembre del 2003, con il primo tentativo dell’Asst Lariana di vendere i padiglioni non più destinati a strutture sanitarie, è trascorso già troppo tempo.
Dall’altra parte continua lo sforzo dell’Asst lariana di spostare nella cittadella sanitaria di anno in anno alcuni dei principali servizi sanitari. «Abbiamo già ricollocato tutti i servizi di medicina legale. A breve, con il trasferimento dei consultori all’interno della struttura andremo a implementare il presidio dove verranno erogate prestazioni di natura sanitaria e sociosanitaria – conclude Banfi – In questo modo creeremo un ponte con l’ospedale Sant’Anna».

La scommessa rimane quella di sempre: recuperare risorse, garantendo nuova vita a un ambito dove dovrebbero sorgere residenze e spazi commerciali e del terziario.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.