Area ex Ticosa, intesa per cento appartamenti. Ma il municipio di Como non era stato informato

altIeri il nuovo incontro con Multi che ha ribadito la volontà di proseguire nel progetto
La Regione firma un protocollo d’intesa con Fondazione Cariplo, Cassa Depositi e Prestiti, Aler e altri enti per realizzare 100 appartamenti di edilizia convenzionata a Como, nell’area Ticosa. E il Comune lariano lo “scopre” soltanto due mesi dopo, al tavolo tecnico convocato (per l’ennesima volta) con l’obiettivo di dare un futuro al progetto di risanamento della spianata di via Grandi.
Succede anche questo, nel capoluogo lariano. Tra la sorpresa e l’irritazione degli amministratori

cittadini.
«Nessuno ci ha mai detto di questo accordo – ha confermato Lorenzo Spallino, assessore all’Urbanistica di Palazzo Cernezzi – Lo abbiamo saputo stamattina». Da un punto di vista pratico, in realtà, non cambia molto. Il protocollo non è infatti vincolante per Como. Si tratta di un’intesa di natura tecnico-finanziaria con soggetti privati che la Regione ha stipulato per dare maggiori risorse al proprio Fondo Immobiliare Lombardo (Fil).
Tuttavia, è significativo che un simile documento, in cui si prende in considerazione in modo esplicito un importante intervento di housing sociale in Ticosa (100 appartamenti), emerga con un paio di mesi di ritardo. Firmato il 14 luglio scorso, è diventato oggetto di discussione soltanto ieri.
Sorprese a parte, l’incontro con i vertici di Multi – società acquisita totalmente, nel marzo del 2013, da un fondo d’investimenti inglese (Blackstone Real Estate Funds) è servito a ribadire due punti.
Il primo: l’interesse della Multi a completare l’intervento in Ticosa non è venuto meno. Tutt’altro. La compagnia anglo-olandese ha addirittura consegnato nelle mani del sindaco Mario Lucini una lettera d’intenti, impegnandosi a presentare nel giro di poche settimane un nuovo master plan.
Il secondo: la soluzione del problema giuridico relativo al bando di gara non è cosa semplice. Anzi: appare molto complicata e potrebbe costituire un serio ostacolo alla riuscita dell’operazione.
«Andiamo avanti – dice ancora Lorenzo Spallino – ma dobbiamo necessariamente risolvere la questione del bando».
Questione semplice da spiegare. L’area Ticosa è stata assegnata attraverso una procedura di evidenza pubblica. Superare i quali non è scontato. Anche per le opposizioni eventuali dei concorrenti di Multi, che potrebbero impugnare delibere che scavalcassero quanto stabilito in prima istanza.
Il sindaco resta comunque possibilista. «Abbiamo incontrato l’intero gruppo dirigente della società olandese. Ci hanno confermato il loro interesse a proseguire nel percorso avviato – ha detto Mario Lucini – Abbiamo definito i termini entro i quali sarà possibile mandare avanti l’iter del programma. Si tratta di “paletti” economici e di contenuto progettuale. Ci siamo dati un mese di tempo per approfondire il tutto e, a fine ottobre, sapremo se sarà possibile un accordo. In quel caso, potremo riprendere velocemente l’iter».
In particolare, sarà necessario fare una valutazione economica sui prezzi di cessione delle aree e sullo scomputo delle opere di urbanizzazione. Non costruendo più edilizia residenziale ma avendo virato verso l’edilizia convenzionata, il valore delle aree è ovviamente sceso molto al di sotto dei 14 milioni di euro stabiliti nel bando. «Faremo anche una valutazione sui contenuti urbanistici. Ci dovrà essere un tessuto misto tra commerciale, housing sociale, verde e sosta», aggiunge il sindaco.
Anche le soluzioni viabilistiche saranno modificate. Sicuramente la via Grandi non sarà interrata, mentre dovrebbe rimanere il collegamento con la via Milano.

Da. C.

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