Area Ticosa, fallisce la trattativa tra Comune e Multi

L'area ex Ticosa a Como

Come nel gioco dell’oca, la questione Ticosa torna alla casella di partenza. Ieri pomeriggio è stato lo stesso Comune di Como, attraverso l’ufficio stampa, a spiegare in una nota il fallimento della trattativa intavolata alcuni mesi fa con Multi per trovare una soluzione alla vicenda dell’area di via Grandi. «La proposta di transazione depositata lo scorso mese di ottobre da Multi, società che si era aggiudicata il bando per la vendita dell’area Ticosa, è tecnicamente irricevibile», si legge nel comunicato della giunta di Palazzo Cernezzi. Un giudizio senza appello, le cui conseguenze politiche sono facilmente prevedibili, soprattutto nell’imminenza di una campagna elettorale. L’esecutivo del municipio cittadino non ha accolto «la proposta di Multi sposando la relazione degli uffici».

Questi ultimi, si legge sempre nella nota stampa di ieri, «hanno evidenziato una sproporzione tra il danno chiesto dall’amministrazione comunale in sede legale, in particolare rispetto al ricorso pendente di fronte al Consiglio di Stato, e l’offerta che è stata presentata dalla multinazionale». La materia, dice ancora il Comune, è «estremamente complessa». Anche per questo «la giunta ha dato mandato agli uffici affinché vengano approfonditi gli eventuali profili di competenza deliberativa».

In altre parole, da qui alla fine del mandato i dirigenti di Palazzo Cernezzi dovranno decidere se la giunta o il consiglio comunale dovranno assumere una decisione formale. Votare, insomma. «Per me è una brutta giornata – ha detto al Corriere di Como l’assessore all’Urbanistica del capoluogo Lorenzo Spallino – mi sono battuto sino alla fine per una soluzione che potesse, nell’interesse superiore della città, risolvere un problema complesso – Per quanto la proposta di Multi di ottobre abbia vanificato il lavoro di questi anni, la stessa aveva il pregio di chiudere definitivamente uno scenario affidato alle aule dei tribunali e di rimettere nelle mani dell’amministrazione le scelte sul futuro dell’area. Così non è stato ma credo che di fronte al circostanziato e negativo parere degli uffici, la giunta non avrebbe potuto decidere diversamente».

Adesso sarà interessante vedere le reazioni della Multi. Secondo quanto è stato possibile apprendere da fonti vicine alla multinazionale, potrebbe esserci una diversità di vedute tra la casa madre olandese (che potrebbe voler proseguire nella causa) e la succursale italiana. È inoltre probabile che anche la Cassa Depositi e Prestiti, interessata in un primo momento a finanziare un progetto di housing sociale nell’area di via Grandi, decida a questo punto di rinunciare.

Resta da capire a quanto ammonti la «sproporzione» tra domanda e offerta di cui parla il Comune nella sua nota di ieri. Così come confermato ancora ieri da Spallino, il Comune aveva sospeso la richiesta di perizia all’Agenzia delle Entrate. Non c’è stata quindi alcuna valutazione dell’area. Il giudizio sulla «inammissibilità» della proposta avanzata da Multi si deve quindi con ogni probabilità agli uffici.

Da. C

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