Area Ticosa, i senzatetto campeggiano in Santarella

Santarella Ticosa

Una canadese bicolore, qualche sacchetto del supermercato, uno stenditoio per il bucato, un bidone dell’immondizia e ci si sente quasi a casa. A proprio rischio e pericolo, però. Tra le rovine di una parte di città che è ancora in attesa di futuro, ormai da decenni.
Se una foto vale più di mille parole, la solitudine e la tristezza di chi non ha un tetto vengono raccontate in modo efficace dalle foto che documentano lo stato attuale all’interno dell’ex Santarella di Como, la centrale termica della ex tintostamperia Ticosa di viale Roosevelt. ancora una volta albergo per disperati, come avviene ormai da un ventennio.
Un triste fenomeno che si ripete anche quest’anno, nonostante gli appelli della società civile per trovare luoghi di ricovero più degni agli indigenti, nonostante le proteste dei residenti della zona che segnalano il viavai attraverso le recinzioni e nonostante il Comune abbia già nel 2018 sgomberato con le forze dell’ordine la struttura murandone le finestre.
Va ricordato che la centrale termica della Ticosa fu progettata nel 1929 e realizzata nel 1930 e ha quindi 90 anni. Fu edificata dall’Ufficio Tecnico della ditta Barosi, specialista di cementi armati. L’edificio è l’unico rimasto in piedi del comparto dell’ex Ticosa in mano alla proprietà pubblica. Purtroppo dopo la chiusura del parcheggio della Ticosa l’area si è sempre più desertificata fino alla situazione attuale. In passato si è discusso molto su come recuperare l’immobile e tra le varie ipotesi erano spuntate prima quella di insediare un museo e poi, a più riprese, si era fatta avanti l’università dell’Insubria in cerca di nuovi spazi per l’ateneo.

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