Area Ticosa, l’accordo è possibile

Le strutture della Ticosa prima del loro abbattimento Le strutture della Ticosa prima del loro abbattimento

Due scenari nel futuro di via Grandi. E una sola urgenza: trovare per l’affaire Ticosa una soluzione nel più breve tempo possibile. Ieri pomeriggio, la giunta di Palazzo Cernezzi ha incontrato i suoi consulenti legali per esaminare la questione delle questioni. Vale a dire, come definire senza rischi il complicatissimo contenzioso aperto con Multi, società che alcuni anni fa si aggiudicò la riqualificazione dell’area a ridosso del cimitero monumentale.
Tra Multi e il municipio di Como pende una causa davanti al Tribunale civile. La Città vorrebbe escutere le fidejussioni depositate a garanzia dei lavori pubblici mai conclusi.
L’impresa ha chiesto invece un risarcimento di 10 milioni di euro per l’abbattimento della vecchia tintostamperia e per i mancati guadagni derivanti dallo stop a un’operazione mai decollata.
Questo il dato di partenza, che si trascina ormai da un tempo lunghissimo. Negli ultimi mesi, tra Palazzo Cernezzi e Multi è ripreso un confronto su due piani diversi. Uno legale, con l’obiettivo di chiudere il contenzioso giudiziario. Un altro tecnico-urbanistico, finalizzato alla revisione del progetto.
I due piani, ovviamente, sono strettamente legati. L’intesa sul “disegno” del nuovo quartiere di via Grandi è stata praticamente raggiunta, con modalità di intervento ormai note: housing sociale, superfici commerciali, parcheggio a un piano, limitato intervento sulla viabilità connessa alla tangenziale cittadina, grande parco attrezzato.
Manca invece l’accordo sulla transazione con cui chiudere la causa tuttora pendente e mettere una pietra tombale sopra il primo bando di gara. Lo stesso con cui Multi si impegnava a versare 14 milioni di euro per l’acquisto dell’area e a costruire opere di urbanizzazione secondaria per oltre 30 milioni di euro.
L’incontro di ieri pomeriggio tra la giunta di Mario Lucini e i consulenti legali aveva come scopo proprio questo: valutare la praticabilità e le conseguenze di una possibile transazione.
Dagli avvocati è giunto così un sostanziale via libera. Nulla osta, cioè, a siglare un accordo.
Gli scenari considerati nella riunione sono stati due. L’intesa, appunto, e la prosecuzione del contenzioso davanti al giudice. Questa seconda ipotesi si porta appresso l’alea di una possibile sentenza negativa, che potrebbe gravare sul Comune in modo pesantissimo qualora il giudice stabilisse anche un risarcimento.
Multi ha chiesto 10 milioni di danni. Una cifra che Palazzo Cernezzi non può permettersi di pagare. In realtà, l’orientamento prevalente sembra essere la firma di un accordo.
La giunta si è presa tempo per decidere. Come detto, poiché i due piani del problema – causa e soluzione urbanistica – sono collegati, la giunta intende trovare con Multi una intesa complessiva. E firmare la transazione una volta stabiliti anche i dettagli della riqualificazione dell’area in cui una volta sorgeva la tintostamperia Ticosa.
Da. C.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.