Area Ticosa, lo scetticismo del sindaco Lucini

Una immagine della demolizione della Ticosa nel 2007 Una immagine della demolizione della Ticosa nel 2007

«Sulla Ticosa, fino a qualche mese fa ero più fiducioso. Adesso aspetto di vedere il nuovo progetto di Multi prima di esprimermi. Mi sembra però che siamo in una situazione di stallo».
In attesa del bilancio politico 2014 – che verrà tratteggiato in una conferenza stampa annunciata per martedì prossimo – il sindaco di Como scambia qualche battuta sui temi più spinosi dell’attualità amministrativa. E dice di concordare con il “semaforo” del Corriere di Como. «Anche se – precisa Mario Lucini – gli stop alla cittadella sanitaria e alla riqualificazione della stazione San Giovanni non possono essere ascritti al Comune. Non sono di nostra competenza».
Il punto più critico, per ammissione dello stesso sindaco, resta la Ticosa. Sia sul fronte bonifica, sia su quello della costruzione del nuovo quartiere. «Sino a questo momento, la bonifica è costata oltre 4 milioni di euro. Una cifra assurda – ammette Lucini – Su Multi, invece (la società che si era aggiudicata, anni fa, il bando di gara per la ricostruzione dell’area di via Grandi, ndr), non sono né fiducioso né critico. Forse un po’ di mesi fa ero più ottimista, adesso aspetto di vedere la proposta conclusiva prima di esprimermi».
Altro capitolo spinosissimo, ovviamente, è il cantiere delle paratie sul lungolago. Pochi giorni fa la Regione ha dato via libera al finanziamento della nuova perizia di variante, ma il cantiere non partirà a breve. Bisogna fare qualche modifica richiesta dalla Soprintendenza e, soprattutto, trattare con la Sacaim (impresa costruttrice delle paratie, ndr) sulle cosiddette “riserve”. «Una buona parte saranno superate dalla perizia – dice il sindaco – In ogni caso, sapremo presto a quanto ammontano». Lucini ammette di aver sempre saputo che il cantiere del lungolago fosse «difficile e complesso. La situazione, come temevo, è preoccupante. Molte delle opere già fatte dovranno essere consolidate. Alcune di esse non erano dimensionate in modo giusto, anche la vasca sarà rafforzata perché rischia di muoversi».
La novità è che l’arredo urbano del futuro lungolago sarà oggetto di un appalto diverso da quello della perizia di variante. Qualcuno sostiene che il problema siano i soldi, ma il sindaco rassicura: «Le risorse sono sufficienti, l’arredo è stato stralciato semplicemente per “alleggerire” la gara».
Dalle paratie alla diga foranea, sulla quale dovrebbe essere posato il monumento donato alla città dall’architetto Daniel Libeskind, la distanza è molto breve.
«La cosa che mi interessa più di ogni altra è l’accuratezza delle prove di carico per verificare la staticità del tondello su cui sarà poggiato il monumento – dice il sindaco – Dopo le feste saranno completati i calcoli sui cedimenti. Sono sicuro che il lavoro sarà fatto in modo scrupoloso».
Da. C.

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