Area Ticosa, “pausa di riflessione” per la bonifica

L'area ex Ticosa a Como

L'area ex Ticosa a Como L’area ex Ticosa a Como

Pausa di riflessione sulla bonifica della Ticosa. Dopo quasi tre anni di lavori e oltre 4 milioni di euro spesi, l’area della ex tintostamperia non risulta ancora “pulita”, almeno non al punto tale da poterci realizzare un quartiere residenziale, come previsto dal progetto iniziale. L’amministrazione comunale potrebbe proporre soluzioni alternative.
L’ipotesi è stata ventilata prima di Natale, durante una riunione convocata d’urgenza davanti all’ennesimo referto negativo degli esperti dell’Arpa sui campioni prelevati nelle celle 1 e 3, quelle in cui la bonifica è ancora in corso. La conferma arriva dall’assessore all’Ambiente di Palazzo Cernezzi, Bruno Magatti.
«Il piano di bonifica è completato per il 60-70% della superficie complessiva – dice l’esponente della giunta – Nella parte restante, in alcune celle specifiche si continuano a riscontrare valori, per quanto residuali, che non rientrano nei parametri. Il lavoro in questo caso procede molto a rilento. Si fanno piccoli scavi, nell’ordine dei 50 centimetri e poi l’analisi dei campioni richiede settimane. In queste condizioni, è impossibile ipotizzare una data di fine bonifica, mentre i costi continuano a lievitare. È necessaria una riflessione per valutare se sia giusto andare avanti così o piuttosto studiare ipotesi alternative».
La decisione sarà presa probabilmente al termine del periodo natalizio. «Il Comune non può decidere autonomamente ma devono essere coinvolti tutti i soggetti interessati», dice Magatti.
All’ultima riunione ha partecipato anche il sindaco, Mario Lucini. «Ho chiesto al primo cittadino una valutazione attenta per capire se procedere o fare altre ipotesi – prosegue l’assessore – Gli interventi di bonifica prevedono livelli diversi a seconda della destinazione d’uso dell’area. Il tema di fondo è il rapporto costi-benefici, in base a quello che si dovrà fare sull’area».
Se si dovesse fare un parcheggio, la bonifica potrebbe già dirsi conclusa. «Al momento non c’è la volontà di cambiare la destinazione d’uso dell’ex Ticosa – dice ancora l’assessore – e sarebbe comunque un percorso complesso. Visto che per il 60-70% dell’area la bonifica è terminata, ho chiesto la possibilità di procedere a rendicontare e mettere a disposizione almeno quest’area e nel frattempo valutare come procedere sulla parte restante».
C’è una complicazione anche sul fronte della falda acquifera. «Sono stati riscontrati valori lievemente fuori norma per due solventi e per l’arsenico – dice Magatti – In questo caso, però, i dati sono altamente influenzati dalle condizioni meteorologiche e da altri elementi. Ho chiesto quindi altre misure in tempi ravvicinati, per verificare se effettivamente si tratti di fattori rilevanti oppure se sia stata una situazione transitoria. L’obiettivo è mettere in sicurezza la falda».
Anna Campaniello

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