Area vasta, abbandonare subito il localismo: «È vero che il lago unisce ma non è sufficiente»

Ampliare al massimo i confini della futura Area vasta. Superare il localismo, che per decenni ha afflitto il territorio comasco «e porsi in confronto con l’area metropolitana di Milano», come detto da Giovanni Pontiggia, presidente della Banca di Credito Cooperativo (Bcc) di Alzate Brianza, tra i relatori, ieri sera, dell’incontro organizzato dal Circolo Willy Brandt con i Circoli Einudi e Costruiamo sul tema “Aree vaste nel sistema delle aree metropolitane”. Molti i presenti in sala che si sono confrontati sul futuro di questi nuovi enti.
«Bisogna superare il localismo, fare una vera coalizione tra territori provinciali. Puntare sulla Brianza, su Monza. A mio avviso ipotizzare un’unione tra Como e Lecco come in passato è un errore. È vero che il lago unisce, ma non è sufficiente questo elemento, bisogna immaginare un’aggregazione importante. Bisogna dirigersi su Monza e evitare il rischio di farsi risucchiare da Varese. Un ragionamento che non può prescindere dall’intervento della politica», ha spiegato sempre Pontiggia che ha anche sottolineato come ormai non sia più ragionevole agire come oggi quando ogni singola provincia ha una Camera di Commercio, un’associazione degli industriali, una degli artigiani e così via, «ma dobbiamo ipotizzare un’associazione unica di area vasta in grado di soddisfare i bisogni delle persone», ha chiuso Pontiggia.
«Siamo ovviamente in attesa di conoscere l’esito del referendum che inciderà sul cammino delle aree vaste – ha detto il sottosegretario Alessandro Fermi – Per quanto riguarda il territorio della futura area vasta dobbiamo ragionare in un’ottica ampia. Dobbiamo considerare anche il fatto che magari Lecco e Varese, staccatisi in passato da Como, dopo aver visto che in autonomia viaggiavano bene, forse non hanno intenzione di tornare indietro. Allora va considerata la vicinanza con l’area metropolitana di Milano e con la Svizzera. Senza volere competere con Milano, ma sviluppando caratteristiche proprie del nostro territorio». Moderava il dibattito il presidente dei circolo Willy Brandt, Giuseppe Doria. «Un territorio è competitivo se sa proporsi – è intervenuto il consigliere regionale Pd Luca Gaffuri – È necessario capire come e con chi aggregarsi. E il tema del capoluogo di una futura area vasta è secondario. Ad esempio ogni mese i sindaci di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova si riuniscono e affrontano temi comuni, dandosi delle progettualità. Così dovrebbero fare Como, Varese, Lecco e Monza».

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