Argegno, chiusura notturna e polemiche. L’appello delle categorie: «Fate presto a concludere i lavori»
Cronaca

Argegno, chiusura notturna e polemiche. L’appello delle categorie: «Fate presto a concludere i lavori»

La frana di Argegno La frana di Argegno

Raggiunto il traguardo, subito scoppia un nuovo caso. Ad Argegno, l’apertura dopo otto mesi del contestato cantiere per la frana dello scorso settembre, non ha infatti risolto i problemi di chi vive e lavora sul lago, anzi.
Le due settimane di stop ai veicoli (previste dal prossimo lunedì), in vigore dalle 20.30 alle 5.30 del mattino, ha fatto saltare di nuovo il banco e con la bella stagione alle porte, non potersi muovere sul lago per andare a cena o per una serata in compagnia ha fatto ripartire le critiche. «Tutto nasce dalle lentezza esasperante e inaccettabile con la quale si è arrivati all’avvio degli interventi. Adesso per correre e recuperare si commette forse un altro errore, ovvero quello di non tener presente altri fattori che inevitabilmente generano disagi – spiega Matteo Valdè, rappresentante degli imprenditori per la statale Regina, indicato da Confindustria, Confcommercio, Cna, Confartigianato e Ance – Si è insomma partiti nel momento meno opportuno. Adesso bisogna fare presto». Alla riunione con il prefetto e Anas dei giorni scorsi, durante la quale sono stati illustrati i dettagli, era presente anche Ezio Molli, noto ristoratore della zona. «Di clienti ne abbiamo già persi tanti nelle settimane scorse per le code sulla Regina. Sarà inevitabile con il blocco che ci aspetta registrare altre disdette – dice Molli – Ma ora l’obiettivo è uno solo: fare in fretta e non fermarsi fino al termine del cantiere». E domani il presidente dei cuochi lariani, Cesare Chessorti, sarà sul lago. «Si tratta di un giro che avevo già programmato ma che adesso riveste ulteriore importanza, alla luce di quanto previsto lungo la Regina – spiega il presidente – Indubbimente si tratta di una situazione potenzialmente dannosa. Mi confronterò con alcuni colleghi per capire la situazione». E chi su quella strada, al mattino, si muove sono i frontalieri. «Arrangiarsi per chi come noi usa questa strada è ormai un’arte. Dei percorsi alternativi siamo ormai degli esperti – dice Sergio Aureli, responsabile frontalieri del sindacato Unia Ticino – Ciò che però più conta, a prescindere da alcuni inevitabili disagi, è che adesso, iniziato finalmente il cantiere si possa fare in fretta e si arrivi a conclusione senza incappare in ulteriori intoppi».

17 maggio 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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