Argegno, la Statale Regina e la grande barzelletta
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Argegno, la Statale Regina e la grande barzelletta

Capitan Ventosa ad Argegno Anche Capitan Ventosa ad Argegno per la vicenda della frana

La vera rivoluzione italiana non si fa con il taglio dei vitalizi. Né con la restituzione di una parte delle indennità parlamentari. Bei gesti, per carità. Ma poco più. La vera rivoluzione, in Italia, passa da un unico punto: il ritorno alla normalità. In un Paese normale una strada non rimane ingombra di sassi franati dalla muratura sovrastante per 7 mesi. In un Paese normale il tempo tra una delibera e un appalto è di pochi giorni o tutt’al più di qualche settimana. In un Paese normale lo Stato mette mano velocemente al portafogli per rimediare alle urgenze, salvo poi andare davanti a un giudice per l’eventuale risarcimento. In un Paese normale. Ma il nostro è un Paese un po’ speciale.

Succede, ad esempio, che il 10 settembre 2017, dopo qualche pioggia più intensa di altre, un muro di contenimento ceda e finisca sulla carreggiata di una strada molto importante, unica via di collegamento con il Nord della provincia. Nessuno si fa male, per fortuna. Ma questa è l’unica buona notizia. Il resto è grottesco. Comune, Anas e proprietari dell’area interessata alla frana non riescono a mettersi d’accordo non soltanto sul ripristino ma nemmeno sullo sgombero delle macerie. Che infatti restano ammucchiate sull’asfalto per 192 giorni (domani saranno 193, dopodomani 194 e via numerando).

Dopo 15 giorni il prefetto Bruno Corda firma un’ordinanza che autorizza l’Anas ad agire con urgenza. Ma non succede un bel niente. L’appalto dei lavori arriva dopo 6 mesi. Il cantiere si aprirà dopo Pasqua e finirà, si spera, a metà giugno. Quando i primi turisti saranno costretti a rimanere in fila sulla strada importante per raggiungere gli alberghi della Tremezzina o i campeggi di Domaso e del Porlezzese. Mentre la raccontiamo, questa storia sembra una barzelletta. Di quelle che non fanno ridere, è vero. Ma pur sempre una barzelletta. Invece è la realtà. Di un Paese che per ritrovare sé stesso dovrebbe fare la rivoluzione. Della normalità

19 marzo 2018

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Redazione Corriere di Como

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2 COMMENTI SU QUESTO POST To “Argegno, la Statale Regina e la grande barzelletta”

  1. Hai ragione ma non esistono solo i turisti, c’è gente che passa di li tutti i giorni x andare a lavorare

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