Argegno, lo scandalo frana dura da sette mesi
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Argegno, lo scandalo frana dura da sette mesi

La frana di Argegno La frana di Argegno

Poco meno di 7 mesi, o se preferite 30 settimane, o 210 giorni esatti. Da tanto dura lo “scandalo” della frana di Argegno.
Domenica 10 settembre 2017 si verifica uno smottamento sulla Statale Regina. Cede un muro di contenimento di un terreno. Massi e fango invadono la strada a lago, che viene definita la più bella del mondo. Fortunatamente durante lo smottamento, causato dalle forti piogge dei giorni precedenti, non passano veicoli. I massi non raggiungono neppure l’abitazione che sta dall’altra parte della carreggiata, proprio a picco sul lago. Nelle settimane successive si procede alla messa in sicurezza del ciglio. Vengono posati dei new jersey di cemento, delle barriere, per contenere i sassi che rimangono sulla strada. Il traffico scorre a senso unico alternato, regolato da un semaforo.
Passano le settimane, i mesi, le ordinanze del prefetto di Como, l’assegnazione dei lavori, ma di cantiere ancora non si parla. Nonostante le rassicurazioni fornite più volte dall’Anas al prefetto e al sindaco di Argegno, Roberto De Angeli. La frana di Argegno diventa un caso nazionale. Sul Lago di Como arriva pure “Capitan Ventosa” di “Striscia la Notizia”. Il paragone è addirittura imbarazzante, quando il tg satirico mostra la differenza di passo tra l’Italia e la Svizzera. Da una parte Argegno, dall’altra la Val Bregaglia, teatro di un drammatico disastro ambientale, ma dove è già stato ricostruito tutto, in soli tre mesi.
Neppure “Striscia la Notizia” riesce però a far partire il cantiere. Non ci riescono neanche altri numeri, impietosi. Sono quelli che elenca sempre il sindaco del centro rivierasco, subito dopo Pasqua. In 48 ore da quel semaforino sono passati oltre 40mila veicoli, con il record durante il giorno di Pasquetta, di 21.858 mezzi.
Una colonna unica. Un danno difficile da quantificare per il turismo del territorio. Oggi inizia un nuovo weekend in cui il meteo favorevole potrebbe portare migliaia di automobilisti sulla Regina. Ma ad Argegno, gli unici mezzi che si vorrebbero vedere sono i camion e le ruspe dell’impresa “Adrenalina” di Avellino che in febbraio ha ricevuto l’incarico per i lavori da parte di Anas.
«No, non mi sbilancio più sulle date, è inutile – dice De Angeli – Sono costretto a essere prudente. Anche perché nessuno mi ha mai comunicato una data certa dell’inizio dei lavori».
Qualcuno di Anas e dell’impresa si è fatto vedere però nei giorni scorsi.

La frana di Argegno La frana di Argegno

«Parliamo ancora di due settimane fa – dice sempre il sindaco – hanno fatto alcuni sopralluoghi, ma poi nulla. Non è stato messo un cartello, non ci è stato ancora comunicato il calendario delle opere. Neppure le modalità del cantiere. Non so più cosa dire. Questa settimana per via della fine delle vacanze di Pasqua è stata anche più breve. Cosa vuole che dica, speriamo che la prossima sia quella buona».
Uno dei temi sarà l’estensione del cantiere.
Il tratto in cui si è verificato lo smottamento è infatti stretto. Per realizzare un nuovo contenimento non è escluso che si debba chiudere la strada. Anche solo per alcune ore. Di notte, forse.
«Sono solo supposizioni che si possono fare – dice sempre De Angeli – Magari invece è stato studiato tutto per lavorare senza chiudere mai la strada, neanche la notte».
Una chiusura totale della Regina comporterebbe naturalmente disagi inauditi. Si dovrebbe bypassare Argegno attraverso Schignano e la Valle Intelvi, per scendere a Dizzasco e Muronico, circa 19 chilometri di tornanti, 40 minuti di strada.
«Spero che abbiano valutato tutto nei sopralluoghi – dice ancora De Angeli – Noi restiamo qui ad aspettare le ruspe e i camion».
Paolo Annoni

7 aprile 2018

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