Argegno-Pigra, la funivia chiude nei giorni del Ponte
Cronaca, Territorio

Argegno-Pigra, la funivia chiude nei giorni del Ponte

L'avviso di chiusura della funivia Argegno-Pigra L’avviso di chiusura della funivia Argegno-Pigra

“Si avvisa l’utenza che nei giorni 27 e 28 aprile 2018 la funivia resterà chiusa”. La frase compare sul sito Internet ufficiale del Comune di Pigra. Due giorni senza il collegamento tra il piccolo Comune a quasi 900 metri di altitudine e Argegno. Non sembra esserci pace per quella zona del territorio lariano che già vive con apprensione per la strozzatura sulla statale Regina, dopo la frana dello scorso 10 settembre. E al danno, come si suol dire, si aggiunge pure la beffa. Un disservizio, quello della funivia, che va a cadere proprio nei giorni del “Ponte” tra il 25 aprile e il 1° maggio, ovvero quando la funivia avrebbe probabilmente trasportato non solo i residenti pendolari che devono recarsi al posto di lavoro, ma anche centinaia di turisti.

La funivia Argegno-Pigra La funivia Argegno-Pigra

Il problema del collegamento potrebbe addirittura diventare cronico, se venissero confermate le motivazioni che hanno portato alla chiusura. Sui social network rimbalza di diario in diario infatti la foto di un avviso firmato dal sindaco di Pigra, Giovanni Balabio, a dir poco preoccupante. Il primo cittadino si scusa a nome dell’amministrazione per il disservizio, ma ammette che non sarebbe stato in grado di fare funzionare la funivia nei due giorni, a causa della mancanza di personale. La funivia ha soltanto tre dipendenti. Un addetto, si apprende sempre dallo scritto apparso su Facebook, sarebbe in malattia, il caposervizio nel suo turno di riposo, mentre il vicecaposervizio «non si è reso disponibile a continuare nell’incarico». Questo almeno si legge nel comunicato destinato alla cittadinanza con tanto di timbro del protocollo e firma del sindaco.

Inaugurata nel 1971, della funivia tra il Lario e la Valle Intelvi si iniziò però a parlare già più di cento anni fa, nel 1913. Fondamentale per il progetto fu la spinta data dall’ex ministro comasco, Lorenzo Spallino, prematuramente scomparso prima della realizzazione dell’opera, e dei sindaci Rocco Peduzzi e Dante Rosati. Come spesso accade per gli impianti di trasporto trainati da funi, l’Argegno-Pigra, alla scadenza dei quarant’anni di attività, ha rischiato di chiudere a causa degli elevati costi di manutenzione da sostenere. Il 20 maggio 2010 l’ultima corsa, quindi lo stop per mancanza di fondi. Finanziamenti che arriveranno grazie al Ministero dei Trasporti, alla Regione Lombardia e a una grande mobilitazione dei residenti. Dopo poco più di un anno, il 16 giugno 2011 la funivia può così riaprire e funzionare a pieno regime. Le corse partono la mattina presto per gli studenti, ogni mezz’ora, dalle 6.35, ma in caso di grande affluenza le cabine possono partire anche ogni cinque minuti. Lo scorso anno la funivia ha fatto registrare un incremento del 65% delle persone trasportate, che hanno raggiunto la quota record di 73mila.

Il Comune di Pigra ha chiesto più volte a Regione Lombardia di poter assumere un nuovo macchinista, ma l’autorizzazione al potenziamento dell’organico non è ancora formalmente arrivata. Un intoppo burocratico che rischia di trasformarsi in un grave disservizio per i circa 250 residenti del paese e, come detto, per centinaia di turisti e per chi a Pigra ha realizzato la sua seconda casa.

«Conosco la vicenda e ricordo ancora come già in campagna elettorale fosse stato sollevato il problema – dice il consigliere regionale del Pd, Angelo Orsenigo – Sicuramente io sono dalla parte del territorio e nel limite del possibile, dai banchi dell’op – posizione cercherò di sollecitare il governo regionale per trovare una soluzione. Credo che il presidente del consiglio regionale, Alessandro Fermi e i consiglieri Fabrizio Turba (sottosegretario) e Gigliola Spelzini entrambi della Lega, siano chiamati subito a dare risposte al loro elettorato», conclude il consigliere regionale del Pd.

Paolo Annoni

24 Aprile 2018

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