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Arpeggi mondiali

Partirà a giorni per il Giappone l’arpista comasco Fabius Constable, reduce dal successo di critica e pubblico per la recente esibizione benefica nell’ambito del recital di Ron al festival “La Versiliana”. Un interprete che con il suo gruppo si è esibito in scenari prestigiosi: dal Duomo di Milano al Vittoriale degli Italiani, dall’Arena di Bolgheri al Parco della Musica di Roma e l’Ambasciata Italiana a Tokyo.«In Giappone terrò una masterclass e vari recital nella più antica

istituzione al mondo per quanto riguarda l’arpa, che ha ben 140 anni. Poi ho in calendario concerti nell’area metropolitana di Tokio, nella prefettura di Yamagata».Fabius Constable è sempre più testimonial internazionale di questo antico strumento con la sua “Celtic Harp Orchestra”, oltre che come solista.Ma che magia sprigiona l’arpa? Quali sono i suoi segreti?«L’arpa è, a mio avviso, uno strumento che ha un enorme potere evocativo – dice Constable – Credo che dia molto spazio al lato destro del cervello, alla parte più immaginifica della nostra personalità. Infatti permette di volare con la fantasia. Certo, esprime un suono molto rilassante. Ma l’errore è considerarla “troppo” rilassante, a nostro avviso. Sarebbe riduttivo. Io credo invece che l’arpa abbia una pluralità di suoni e di personalità, di sfumature. Lo verifichiamo nei nostri concerti con l’orchestra d’arpe in tutto il mondo, con programmi che prevedono un’ampia varietà di generi, compresi i ritmi sudamericani. Fisicamente, poi, l’arpa è una presenza archetipica, uno strumento che rappresenta la musica e il suo mondo anche solo vedendolo. E lo fa dal 4.000 avanti Cristo, non da ieri».Cosa vi ispira quando preparate un programma musicale?«Cerchiamo anzitutto la libertà – dice Fabius – Cerchiamo la musica sciolta da mode e stili. Rielaborandola. Ultimamente, l’arpa sta vivendo una sorta di rinascimento e ancora oggi è un territorio libero dove poter ricercare forme nuove».Tra le nuove produzioni di Constable e del suo ensemble, un concerto al buio, con l’orchestra di arpe che si esibisce sotto un cielo di stelle proiettato da un planetario. Debutterà il 3 ottobre al Cineteatro della Rosa di Albavilla, alle 21. E, in versione più ampia, l’11 aprile sarà in scena al Teatro Sociale di Como. Chi volesse ascoltare prima l’ensemble potrà invece recarsi il 5 settembre, alle 21, nella città di Stradivari, al Museo Civico “Ala Ponzone” di Cremona, dove il cinquecentesco Palazzo Affaitati sarà letteralmente invaso dalle vibrazioni di centinaia di corde d’arpa. Tutte “made in Lario”.

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