Arriva il “Lombardia”, una serie di eventi collaterali per tutti i gusti
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Arriva il “Lombardia”, una serie di eventi collaterali per tutti i gusti

Un “Lombardia” caratterizzato da una serie di eventi collaterali.
Due sono andati in scena domenica scorsa, la cronoscalata del Muro del Ghisallo riservata agli Amatori e un concerto di musica lirica benefico nella chiesa di Sant’Antonio ad Albate.
Questo pomeriggio a Magreglio al Museo del ciclismo del Ghisallo sarà ospite per incontrare gli appassionati Johan Museeuw, belga, campione del mondo a Lugano 1996. Classe 1965, l’ex ciclista salirà sul colle sacro ai ciclisti con un folto gruppo di amatori del suo Paese. Museeuw sarà al Museo alle 18.30, dove si racconterà e sarà disponibile ad incontrare i suoi ammiratori; poi parteciperà ad una cena aperta a tutti gli appassionati (per info e prenotazioni chiamare il numero 031.965885).
Nel suo curriculum sportivo il belga vanta undici successi nelle gare di Coppa del Mondo, tre Parigi-Roubaix e altrettanti Giri delle Fiandre. Spicca poi la vittoria ai Mondiali di Lugano del 1996.
E proprio per ricordare quella giornata, oggi sarà ospite a Magreglio lo svizzero Mauro Gianetti, secondo in quell’edizione della corsa iridata e tra l’altro trionfatore, da Professionista, in un’Amstel Gold Race e in una Liegi-Bastogne-Liegi. Altri ospiti, Marino Vigna e Domenico De Lillo.
Il presidente della Fondazione Museo Antonio Molteni ha invitato anche Paolo Bettini, che ha dato una disponibilità di massima, ma il campione toscano solo all’ultimo saprà se potrà essere o meno presente, a seconda dei suoi impegni con gli sponsor legati al “Lombardia”.
Proprio a Bettini al Ghisallo è dedicata una mostra fotografica; nell’imminenza dell’arrivo della “classica”, a Magreglio si possono trovare altre due esposizioni speciali. Una è dedicata proprio al Giro di Lombardia, l’altra a Vincenzo Torriani, lo storico patròn delle competizioni ciclistiche del nostro Paese.
Un nuovo evento, quello di oggi con un ospite prestigioso, che in questo 2018 fa seguito alle visite al Museo di personaggi del calibro di Vincenzo Nibali, Andrew Hampsten e il già citato Paolo Bettini.
Ma torniamo a Como. Domani, giorno della gara, il Comune di Como ha deciso di promuovere il suo patrimonio culturale, con l’apertura gratuita di Museo Archeologico, Tempio Voltiano e Pinacoteca Civica. Lungo il tracciato di gara cittadino, inoltre, saranno ospiti i protagonisti del Palio del Baradello, con i loro costumi tipici. L’Imperatore sarà nella zona dell’arrivo.
il cantautore Davide Van de Sfroos sarà al traguardo del Lombardia per incontrare il pubblico e proporre qualche suo successo prima dell’arrivo dei concorrenti.
Il cantautore lariano, in sede di presentazione delle iniziative collaterali, ha tra l’altro regalato un aneddoto curioso, rivelando che ad un certo punto della sua carriera decise di aggiungere al suo nome artistico “Van de” ispirandosi ad Adriano De Zan – lo storico telecronista della Rai – e ai suoi racconti di gare con i tanti ciclisti olandesi il cui cognome iniziava con “Van de”.
Ma non è tutto. Alle 18.30, dopo l’arrivo del “Lombardia” 2018, allo Yacht Club Como ci sarà la consegna del Premio Vincenzo Torriani – dedicato allo storico patron delle gare ciclistiche italiane – che andrà all’ex corridore spagnolo Alberto Contador, al professionista Alfredo Ambrosetti (che organizza l’omonimo famoso meeting a Villa d’Este) e al giornalista Gianni Mura. Lo speciale “Cuore d’argento” è stato assegnato al commentatore Riccardo Magrini.
Una manifestazione di grande rilievo, alla sua ventunesima edizione, con ingresso a inviti.
Tra i nomi più noti del passato vi sono i corridori Miguel Indurain, Giuseppe Saronni, Paolo Bettini, Gianni Bugno, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Alfredo Martini, Elia Viviani e Franco Ballerini.
Tra i giornalisti figurano Candido Cannavò, Mario Ferretti, Beppe Conti, Gian Paolo Ormezzano, Marco Pastonesi,  Ferruccio Dardanello e Aldo Grasso.
Altri personaggi saliti sul palco: Pupi e Antonio Avati, Matteo Marzotto, Ernesto Colnago, Francesco Guidolin, Paolo Sorbini, Pietro Garinei e Pietro Ferrero.
A Vincenzo Torriani, peraltro, va il merito di avere scoperto il Muro di Sormano negli anni ‘60 e di averlo inserito nel Giro di Lombardia dell’epoca. In vacanza a Canzo, il patròn, parlando con gente del posto, scoprì che c’era una salita poco conosciuta dalle pendenze quasi proibitive. Andò a dare un’occhiata e decise di inserire il Muro nella corsa.

12 Ott 2018

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Massimo Moscardi

mmoscardi mmoscardi@corrierecomo.it


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