Cultura e spettacoli

Arte e musica in Valle Intelvi

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Ricerche – L’editore Sampietro di Menaggio pubblica un catalogo che inquadra storicamente i principali strumenti ospitati negli edifici sacri

Ancora più ricco si svela il patrimonio culturale della Valle Intelvi. Dopo la pubblicazione del recente volume Organi. Arte e Musica nelle antiche chiese della Valle Intelvi, edito da Attilio Sampietro di Menaggio, si scopre come l’area non sia importante solo per i suoi capolavori artistici e le tracce lasciate dai Magistri Intelvesi, ma anche come sia in possesso di beni fino ad ora non ancora indagati: gli organi.
Autori della ricerca sono stati i comaschi Rita Pellegrini e Ismaele Gatti. Legati, come ha sottolineato nella prefazione

del volume don Andrea Straffi, direttore dell’ufficio di Arte Sacra della diocesi di Como, da una consanguineità molto stretta, in quanto madre e figlio. Dalla loro sinergia è scaturito un importante volume, impreziosito dagli eloquenti scatti fotografici dell’editore e da un cd musicale contenente brani suonati dallo stesso Gatti con gli strumenti menzionati nel volume. L’organista lariano ha voluto mettere in evidenza, mediante la registrazione e la selezione dei pezzi, le caratteristiche fonico-tecniche dei singoli strumenti ed il loro stato di conservazione.
Si tratta per lo più di organi databili all’inizio del ventesimo secolo, fatti costruire in seguito all’emanazione da parte di papa Pio X del Motu proprio del 1903, cardine nella storia del movimento liturgico, in quanto basato sulla considerazione che la musica sacra doveva avere come finalità la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli. Dovendo poi, sempre secondo il pontefice, avere come caratteristica l’universalità, veniva da sé che la melodia liturgica si identificasse con il canto gregoriano e la polifonia classica, modelli da accogliere in netta opposizione allo stile teatrale, che aveva caratterizzato l’epoca barocca.
L’opera non è però destinata solo agli specialisti. Gli organi vengono presentati nella loro collocazione architettonica, attraverso una sintetica descrizione storico-artistica della chiesa che li ospita, così da rendere ancora più interessante la loro storia. Non ci si trova davanti, infatti, ad una mera descrizione degli strumenti, che invece vengono contestualizzati nella vita delle comunità vallintelvesi.
Attraverso i documenti storici gli autori hanno ricostruito alcuni ambiti delle manifestazioni liturgico-devozionali locali e portato alla luce elementi singolari. Si desume, ad esempio, l’interesse per l’animazione musicale delle feste religiose a Laino già nel XVII secolo, in particolare per la solennità della Madonna del Carmine del 1661, quando furono retribuiti ben quattro musicisti provenienti da Como.
Oppure curioso è scoprire che, nell’antica parrocchiale di San Zenone a Campione d’Italia, ad accompagnare e dirigere la corale, fondata nel 1937 grazie a proventi giunti dal Casinò, nel 1951 era una suora, mentre nel 1958 l’animazione liturgica della messa di Natale fu affidata ad un coro femminile e ad un quartetto ad archi.

Cristina Fontana

Nella foto:
Nell’immagine un particolare di un prezioso organo custodito in un’antica chiesa della Valle Intelvi
20 novembre 2013

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