Arte sacra da riscoprire grazie al genio di Riva

opinioni e commenti di lorenzo morandotti

di Lorenzo Morandotti

Arte sacra da meditare e da  riscoprire sul Lario. Per molti può essere una novità assoluta. Mentre è all’orizzonte l’apertura del museo diocesano dedicato ai tesori del Duomo e della chiesa lariana, in Sant’Agata a Como è in scena per un mese una mostra che celebra il maestro lariano Eli Riva, scomparso nel 2007.

Fino al 22 giugno prossimo  si visita nella  chiesa che compie mezzo secolo una retrospettiva che documenta gli interventi firmati nell’edificio sacro dall’artista lariano: bronzi, marmi e vetrate. Di particolare interesse  la storia di queste ultime  che in origine Riva concepì (nella foto, uno dei bozzetti esposti a cura di Giovanna ed Enza Coratolo Riva) come complesse  opere astratte in forma di  scultura.

 Un laboratorio di sperimentazione, l’arte sacra contemporanea, di cui la chiesa di Sant’Agata è un esempio illuminante. Ma siamo in grado oggi, dopo decenni di secolarizzazione e distrazione, di cogliere il senso autentico delle opere degli artisti? La scuola fa non poco, secondo i programmi e la buona volontà degli insegnanti, e anche la Chiesa si impegna, ma forse occorrerebbe una azione più corale, diffusa e divulgata di alfabetizzazione sul senso del sacro nell’iconografia. Ci ha pensato un sodalizio di laici: l’associazione “Amici Dei Musei – Luoghi d’arte e di storia comaschi” in collaborazione con la Pinacoteca di via Diaz 84 a Como propone infatti un ciclo di conferenze dal titolo “Itinerario iconografico – Il significato delle immagini religiose nelle opere d’arte”. Si intende fornire alcuni strumenti utili alla comprensione delle figurazioni sacre che non sempre purtroppo all’occhio di oggi risultano di chiara identificazione. Il secondo incontro dal titolo “Le varie raffigurazioni ed interpretazioni mariane”, con lo storico dell’arte Alberto Rovi, si terrà domani  alle 18. Ingresso libero e auspicabile.

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