Arte sempre più internazionale per lo Studio Tablinum

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Lo Studio Tablinum, l’agenzia di eventi culturali e mostre d’arte di Bellagio fondata nel 2013 e diretta da Alessandro Cerioli ed Elisa Larese, lavora ai nuovi programmi.
«Abbiamo aperto gli orizzonti al mercato mediorientale partecipando al World Art Dubai – dice Cerioli – Siamo felici di poter ripartire con il nostro programma di fiere ed esposizioni internazionali. Per noi di Tablinum lavorare in queste condizioni speciali significa dare un contributo alla ripartenza di un settore delicato e vitale quale quello artistico. Ci sentiamo investiti di una speciale responsabilità e speriamo di gettare i semi di una rinascita culturale e artistica perché l’arte non si può e non si deve fermare».
Come vedete il futuro del sistema culturale italiano? «Stringere nuove sinergie e collaborazioni in Italia è francamente molto difficoltoso. All’estero non si pensa due volte a investire, pubblico e privato, nel settore culturale consci del fatto che le ricadute di questo investimento saranno molteplici e soprattutto redditizie. Nel nostro Paese sembra che fare impresa nel settore culturale sia quasi deleterio» dice Cerioli. E aggiunge: «In un momento storico come questo dove tutti gli altri settori sono in crisi, puntare sul “prodotto culturale” è la cosa più saggia secondo noi». Gli fa eco Elisa Larese: «In Italia esistono al massimo venti/trenta studi come il nostro. In Germania ne esistono centinaia, e tutti con proposte artistiche internazionali di assoluto livello. Non è un caso».
Come sarà il vostro 2021? «Vedo il 2021 come una grande opportunità di ripartenza, ma con alcune insidie sparse qua e là. Ancora non sappiamo come sarà la situazione dei trasporti e cosa ci verrà richiesto per poterci spostare liberamente. Ad aprile torneremo alla World Art Dubai e spero che da lì in avanti non ci siano altri stop forzati. Il calendario ci dovrebbe portare a Como, a Villa Carlotta, a Menaggio e poi in autunno a Shanghai e a Miami».
Quest’anno il vostro lavoro su Internet si è intensificato.
«Anche noi – dice Elisa Larese – come molti nel settore culturale abbiamo svolto diverse nostre attività on-line, dalle aste alla nostra nuova piattaforma di art showcase. Beninteso che le attività in presenza sono tutt’altra cosa, soprattutto quando devi visionare opere artistiche. Molti nostri collezionisti si stanno convertendo alla digitalizzazione dell’arte, ma molti altri sono rimasti alla tradizionale visita in galleria o in fiera. Personalmente ritengo che la digitalizzazione sia un palliativo, ma spero vivamente di ritornare alla normalità».
Avete accennato alle aste. Come sta andando quel mercato al tempo del Covid? «Il mercato sta andando bene – dice Elisa Larese – nonostante la pandemia, non possiamo lamentarci. Noi lavoriamo con diverse case d’asta europee e sentendo loro la situazione è sotto controllo, con addirittura dei segni positivi in alcuni dipartimenti. Come dicevo, partecipare personalmente ad una anteprima di un’asta e alla conseguente battuta è ben altra cosa».
Si è accennato anche al mondo del collezionismo d’arte. Che cosa vi sentite di consigliare in questa fase del mercato per chi ha un capitale da investire?
«Ai collezionisti, neofiti e non, consigliamo sempre di emozionarsi come prima cosa – dice Elisa Larese che è critico e storica dell’arte – L’arte è sublimazione e deve essere vissuta con completezza, lasciando stare alcune logiche di mercato, quelle sono in terzo piano. A chi si avvicina per la prima volta al mondo del collezionismo inoltre suggerisco di acquistare solo opere che possano farlo emozionare. Mentre ai collezionisti più esperti di non cedere alle lusinghe di chi vorrebbe impossessarsi delle loro collezioni, in alcuni casi messe insieme nel corso di più generazioni. Beninteso se l’emozione rimane inalterata negli anni, altrimenti se si trasforma in repulsione consiglio di non pensarci due volte e fare dei cambiamenti. L’arte deve farci stare bene principalmente, se viene meno questo aspetto, ha esaurito il suo scopo».

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