Cronaca

Articolo 18, negli ultimi due anni soltanto 6 casi in provincia

I numeri della Cgil. Sabato nove pullman dal Lario a Roma
(f.bar.) Un esercito di lavoratori, precari, studenti e pensionati è pronto a invadere Roma. Nove pullman, a bordo più di 500 persone, partiranno da tutta la provincia di Como per partecipare, sabato 25 ottobre in piazza San Giovanni, alla manifestazione nazionale di protesta conto il Jobs act e per chiedere al Governo di cambiare la politica economica. «Non ricordo una simile adesione da parte dei comaschi dal lontano 2002 quando, segretario allora era Sergio Cofferati, arrivarono nella capitale due milioni di persone da tutta Italia», dice il segretario generale della Cgil Como, Alessandro Tarpini.

Tanti i temi che verranno affrontati. Tra questi lo spinoso argomento dell’articolo 18 che «a nostro avviso è utilizzato come mezzo di distrazione di massa. La sensazione è che non essendoci le condizioni per realizzare vere riforme economiche e del mondo del lavoro ci si concentri su un falso problema», aggiunge Tarpini. E in tal senso possono essere utili alcuni numeri. «Nel biennio 2013- 2014 l’ufficio Vertenze della Cgil ha portato a termine 6 casi di reintegro sul posto di lavoro in base all’articolo 18 – dice Tarpini – Non mi sembrano numeri impressionanti, soprattutto a fronte delle migliaia di licenziamenti».
Sono 3mila, mediamente, i reintegri annuali in tutta Italia. Va ricordato come la norma che dispone il reintegro per licenziamento illegittimo si applichi solo nelle aziende con più di 15 dipendenti. «E il 90% delle piccole e medie imprese comasche è sotto questa soglia», aggiunge Giacomo Licata della segreteria Cgil.
«Mentre da inizio anno i licenziamenti sul Lario sono già stati 1.332 in linea con il 2103 quando, a fine anno, furono 1550. Ma in netta crescita, +40%, rispetto al 2011», conclude Licata. «Le vere emergenze sono altre: Fisco, burocrazia, infrastrutture inadeguate, di evasione fiscale che genera un buco di 150 miliardi», dice Alessandro Tarpini.
Queste le premesse della marcia di sabato. Le richieste sono di un lavoro diverso ma con gli stessi diritti, una maggiore stabilità contrattuale e tutele universali per crisi e disoccupazione.

23 ottobre 2014

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