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Artigiani e consumatori bocciano il piano neve del Comune

Galimberti: «Troppo semplice dire che non ci sono soldi». Il Codacons: «Chi cade chieda i danni»Critiche, dubbi e perplessità. Il piano neve presentato dal Comune di Como suscita una raffica di reazioni negative. Per spargere il sale sulle strade e rimuovere i fiocchi bianchi Palazzo Cernezzi dispone solo di 500mila euro. Una somma più che dimezzata rispetto alla scorsa stagione invernale, quando il budget a disposizione era di un milione e 320mila euro. Un taglio netto di oltre 800mila euro che comporterà un’altrettanto drastica riduzione del servizio, come ha spiegato lo stesso

assessore comunale alla Viabilità, Stefano Molinari. Verranno mantenute pulite solamente le strade principali, in particolare tutte le vie su cui transitano i bus, e una serie di arterie considerate importanti perché percorse da intensi flussi di traffico o perché conducono a servizi essenziali come per esempio gli ospedali.«Mi lascia perplesso sentire, come giustificazione, che non ci sono i soldi – dice Marco Galimberti, presidente di Confartigianato Imprese di Como – È troppo semplicistico consigliare di stare a casa, se possibile, quando nevica. Chi ha delle responsabilità deve trovare una via d’uscita: l’amministrazione comunale non può lasciarci con le strade piene di neve».Per quanto riguarda direttamente le imprese artigiane, Galimberti sottolinea «il rischio di bloccare le attività». «Se nevica un solo giorno – spiega – è un conto, ma se dovesse nevicare per due settimane, che cosa facciamo? Smettiamo di lavorare per 15 giorni?».Alberto Bergna, direttore della Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato) di Como, premette che «non si possono pretendere miracoli perché, inutile nasconderselo, i tagli delle risorse dei Comuni comportano inevitabilmente disagi per i cittadini». Detto ciò, però, Bergna sottolinea che «l’emergenza neve è un problema serio» e che «il Comune deve fare di tutto per garantire la sicurezza sulle strade». «Il problema – aggiunge – è capire come sono stati spesi i soldi a disposizione. Se, faccio un esempio, sono stati sprecati in cerimonie o inaugurazioni, non va bene: meglio utilizzarli per far fronte a disagi veri, come le strade innevate».Mauro Antonelli, responsabile provinciale del Codacons, invita tutti i cittadini che «cadranno e si faranno male per colpa del Comune, che non sparge il sale sulle strade e non spala la neve, a chiedere i danni a Palazzo Cernezzi». E chiede le dimissioni dell’assessore. «Molinari ha preso una serie di impegni con i cittadini – dice – e non li ha mantenuti. Il suo compito è riparare le buche sulle strade e far spalare la neve. Insomma, deve fare il suo dovere. Altrimenti si dimetta».Il responsabile del Codacons di Como critica anche la decisione dell’assessore di utilizzare i profughi ospitati in città per spalare la neve. «Invece di rivolgersi solamente ai profughi – afferma – il Comune dovrebbe coinvolgere i giovani, in particolare gli studenti, creando un elenco di volontari disponibili a spalare la neve dai marciapiedi». E proprio i fiocchi bianchi che si accumulano sui marciapiedi sono pericolosi: «La neve di giorno si scioglie e di notte diventa una lastra di ghiaccio, mettendo a rischio l’incolumità dei passanti».Antonelli punta poi il dito contro le giustificazioni addotte dall’assessore Molinari. «La scusa dei soldi che scarseggiano non regge sotto svariati profili – precisa – Innanzitutto perché il denaro è stato in più occasioni sprecato, basti pensare al pasticcio del muro innalzato sul lungolago. In secondo luogo perché, siccome il Comune deve garantire i servizi minimi essenziali, se proprio non ci sono più soldi, allora aumenti l’addizionale Irpef, che ora è pari allo 0,2%, introducendo esenzioni per salvaguardare i redditi più bassi. Se un’amministrazione non è capace di ridurre gli sprechi, alzi le tasse per garantire l’incolumità dei cittadini».Piano neve promosso, invece, dalla società che gestisce il trasporto pubblico in città. L’ufficio stampa di Asf, infatti, fa sapere che «il provvedimento ci trova d’accordo perché è funzionale al nostro servizio», visto che le strade percorse dai bus verranno mantenute pulite dagli spazzaneve.

Marcello Dubini

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