Cultura e spettacoli

Artigiani in palcoscenico

Teatro – Torna la storica compagnia canturina impegnata in una performance corale ispirata al cinema e basata sull’interazione fra corpo e voce
Domani al San Teodoro “Lux Maior” con 34 attori dai 10 ai 65 anni
Lux Maior, uno dei testi più sperimentali ed estremi – ma anche coinvolgenti per lo spettatore e per gli attori – del recente repertorio del Teatro Artigiano di Cantù, torna in scena domani nella città del mobile. Uno spettacolo forte, ma anche divertente, che evoca il mondo dell’horror e degli zombie – si fa riferimento esplicito a miti del cinema come Nosferatu di Murnau e alle varie incursioni nell’horror del regista Romero – per interrogarsi sull’eterno fascino del cinema e dell’arte
drammatica. La pièce è stata ideata da Sergio Porro e dai suoi collaboratori dell’Artigiano, attivo da ben 42 anni nel segno della ricerca e della sperimentazione, con una destinazione precisa come il cinema-teatro Lux sempre di Cantù, nel 2009, da cui il gioco di parole del titolo. Ora andrà in scena, con 34 attori dai 10 ai 65 anni, per poco più di un’ora di spettacolo, domani, 26 maggio alle 21 al Teatro San Teodoro di via Corbetta 7.
In scena ci saranno personaggi-zombie (qualcuno vi ha visto un più o meno involontario riferimento alla recente polemica tra Beppe Grillo e Pierluigi Bersani) che dallo schermo cinematografico prendono vita e diventano veri sul palcoscenico, e in mezzo al pubblico. Un’opera estrema, barocca, felliniana. Che mette in gioco azione, voce e corpo, cioè gli strumenti con cui l’Artigiano affronta ogni lavoro teatrale, sia esso una performance corale come in questo caso, sia che si tratti di ricreare un testo antichissimo come l’Alcesti di Euripide, uno dei cavalli di battaglia della compagnia. Che, lo ricordiamo, ha avuto anche il privilegio di lavorare con il poeta della Neoavanguardia Antonio Porta mettendo in scena un testo scritto appositamente per Porro e soci nel ’74, La presa di potere di Ivan lo sciocco.
Porro sta lavorando anche a un nuovo lavoro da mettere in scena nel prossimo anno, legato alla leggenda del dio Baal, figura centrale della mitologia fenicia e della religiosità dell’antica città di Ugarit. «Lux Maior – dice Porro a proposito dello show di domani – è una creazione collettiva. Ogni attore, sullo spunto di una semplice indicazione registica, si incammina nella ricerca dei propri aspetti, dei propri modi gestuali, dei propri segni corporali, e li fissa in una interminabile applicazione espressiva di gruppo». Un lavoro corale, come detto: «Questa rappresentazione non vede mai attori singoli, o che si esprimono separatamente, ma raccoglie in un’unica camera vuota (la sala) masse sempre in movimento, raggruppamenti che si spostano a valanga, all’unisono».
Molto importante è il lavoro sul suono, che per certi aspetti richiama il mondo di Carmelo Bene: «Qui – dice Porro – ognuno si misura con la sua voce ed esplora le infinite possibilità delle sue corde vocali e della parola. Perfino zone in cui le sillabe non esistono più si fanno e si disfano, si gridano rovesciate, simulando una lingua nuova, volutamente resa indecifrabile e, paradossalmente, come tale, trasformata in musica».
Insomma, l’ennesima sfida per il vostro teatro. «Quando il Teatro Artigiano viene invitato a inventare uno spettacolo in un luogo alternativo (sia esso deposito o fabbrica, magazzino di mobili o caseificio, un’officina o un capannone, una piazza, un cortile o più semplicemente una stradina) aggredisce questo spazio dove si deve agire a tutti i costi, lo fa proprio e lo riempie di immagini, di corpi, di azioni, di invenzioni. E allora? ecco la magia: questo luogo si fa teatro, diventa il contenitore ideale per fare teatro», conclude il regista Sergio Porro.
Al San Teodoro il biglietto costa 10 euro.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Un momento dello spettacolo Lux Maior nella versione originale del 2009
25 maggio 2012

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