Cronaca

Ascia, coltelli e bastoni fuori dallo stadio. Finiscono nei guai 11 ultras del Como

altLa Digos ha stretto il cerchio attorno ai presunti possessori dell’arsenale
Undici ultras del Como sono stati identificati dalla Digos nella indagine legata al ritrovamento del borsone pieno di armi fuori dallo stadio Sinigaglia, nei pressi di un bar ritrovo di supporter azzurri.
Una vicenda finita sul tavolo della Procura cittadina che nelle scorse ore avrebbe optato per chiedere la citazione diretta a giudizio. È questo la conclusione del fascicolo con l’ipotesi di reato di «porto di oggetti atti ad offendere», contestazione che nel caso di manifestazioni sportive

vede lievitare le pene. I fatti risalgono al 1 dicembre 2013, quando prima della partita di campionato Lega Pro tra Como e Venezia, in un controllo della Digos attorno all’impianto, venne trovato un borsone sportivo di colore nero pieno di armi. Dentro furono rinvenute un’ascia con manico di 60 centimetri e una lama di 9, ma anche 5 coltelli di 22 centimetri, 12 bastoni di legno ricavati con manici di scope, altrettanti in gomma con l’anima in ferro, un punteruolo da muratore, fumogeni e altro ancora.
L’arsenale si trovava all’esterno di un bar di viale Rosselli – tradizionale punto di ritrovo di una frangia di ultras della squadra lariana – nascosto sotto una panchina.
Particolare di non poco conto, per quella domenica la curva del Como era chiusa su disposizione del giudice sportivo in seguito a precedenti cori discriminatori, e proprio per questo motivo gli ultras stessi non avrebbero potuto assistere alla partita. Sul Lario infine, particolare che rende la vicenda ancora più inspiegabile, non erano nemmeno attesi ultras della squadra ospite.
Le indagini della Digos scattarono nell’immediatezza del sequestro del borsone, e tutti e 50 i tifosi presenti in quel momento all’interno del bar vennero identificati.
Primo passo per poi ricercare impronte digitali rimaste sulle armi e lasciate incautamente da qualche supporter.
Una importante svolta arrivò qualche mese fa, quando prima dell’estate venne individuata una prima traccia dattiloscopica riconducibile ad un ultras. Ma nel frattempo le indagini sono proseguite, perquisendo anche il garage all’interno del Sinigaglia e in uso proprio ai tifosi.
Un secondo passo importante fu poi il ritrovamento, sull’auto di un altro supporter, di un manico di scopa segato in due le cue estremità pare fossero perfettamente combacianti con una delle armi.
Insomma, dai 50 tifosi iniziali il cerchio si è via via ristretto fino ad arrivare a 11 persone che sono poi state iscritte nel registro degli indagati.
Un lavoro rimasto per settimane sotto traccia e che ieri è venuto prepotentemente allo scoperto con la notizia della intenzione da parte della Procura di Como di citare direttamente gli ultras davanti ad un giudice del Tribunale lariano.
La data non sarebbe ancora stata fissata con esattezza. I tifosi sono di un’età compresa tra i 21 anni del più giovane (di Senna Comasco) e i 43 anni dei più anziani, di Como e Cantù. Le zone di provenienza sono la città (in cinque), Villa Guardia (2), Drezzo, Lazzate (in provincia di Monza Brianza), oltre ai già citati Cantù e Senna Comasco.

M.Pv.

Nella foto:
Ecco il borsone che fu sequestrato sotto una panchina all’esterno di un bar punto di ritrovo dei tifosi
24 Ott 2014

Info Autore

Redazione

Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Archivio
Dic: 2018
L M M G V S D
« Nov    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  
Numeri utili
NUMERO UNICO DI EMERGENZA
numero 112 lampeggianti
farmacia Farmacie di turno farmacia

ospedale   Ospedali   ospedale

trasporti   Trasporti   trasporti
Colophon

Editoriale S.r.l.
Via Sant’Abbondio 4 – 22100 Como
Tel: 031.33.77.88
Fax: 031.33.77.823
Info:redazione@corrierecomo.it

Corriere di Como
Registrazione Tribunale di Como n. 26/97
ROC 5370

Direttore responsabile: Mario Rapisarda

Font Resize
Contrasto