Asilo di Cernobbio, seconda indagata. È accusata di maltrattamenti ai bambini

Immagini asilo Cernobbio

A sorpresa, la Procura di Como ha chiuso nelle scorse ore l’inchiesta a carico di una seconda maestra dell’asilo nido di Cernobbio finito al centro della cronaca (un anno fa) per una prima educatrice della struttura già condannata in primo grado e, di recente, firmataria di un ricorso in Appello a Milano per chiedere il giudizio di secondo grado.
Questa volta nei guai è finita la collega, Loretta Fasana, 50 anni di Cernobbio, il cui nome era già stato iscritto sul registro degli indagati anche se i fari per mesi erano stati puntati sull’altra maestra.
Il pubblico ministero Giuseppe Rose le contesta il «maltrattamento degli infanti del reparto “lattanti” a lei affidati».
Secondo il capo di imputazione, avrebbe inserito «forzatamente il cibo nel cavo orale dei bambini», li avrebbe strattonati per le braccia, li avrebbe «presi per le orecchie e per i capelli», colpendoli con schiaffi sulle mani e sul sedere. Sono almeno 17 gli episodi elencati, racchiusi in un arco di tempo che va dal 5 febbraio del 2019 al 27 marzo dello stesso anno. Le presunte vittime sarebbero invece sette.
La Procura di Como contesta anche l’aggravante di aver «abusato dei poteri» in violazione dei «doveri inerenti un pubblico servizio» danneggiando dei minori.
La difesa della maestra, rappresentata dagli avvocati Massimo Ambrosetti e Lisa Epifani, contesta però la ricostruzione dell’accusa, sostenendo che gli episodi cui si farebbe riferimento nel capo di imputazione non sarebbero affatto dei maltrattamenti di bambini. La vicenda dell’asilo nido di Cernobbio, come detto in apertura, era già approdata nella cronaca cittadina nel marzo dello scorso anno con l’operazione dei carabinieri che aveva riguardato la collega dell’educatrice.
Una vicenda, questa, che aveva percorso una strada parallela e, soprattutto, più rapida visto che si è già arrivati alla condanna di primo grado (a 4 anni in Abbreviato) ma anche al ricorso in Appello contestando tutte le accuse formulate prima dalla Procura di Como e poi dal giudice con le motivazioni della sentenza. La data dell’udienza – in questo altro fascicolo – deve ancora essere fissata.

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