Cronaca

Assalto e spari alla Coop di Rebbio C’è un sospettato: era in semilibertà

alt L’uomo era in cella e poteva uscire dalle 7 alle 22. È accusato anche di tre colpi in Ticino
Incredibile sviluppo della rapina di venerdì scorso in via Giussani
C’è un sospettato per la rapina di venerdì scorso alla Coop di via Giussani. Assalto violento compiuto da due uomini armati di pistola, in cui tre persone rimasero ferite e dove i malviventi, dopo aver esploso colpi di calibro 45, scapparono sulla statale dei Giovi a bordo di una Lancia Delta di colore scuro.
I carabinieri di Como non avevano nascosto di avere una pista ben precisa per risalire ai responsabili, tanto che – è emerso ieri – già poche ore dopo il fatto una persona era stata

iscritta sul registro degli indagati in quanto sospettata del colpo. Si tratta di un 47enne di Cantù già ben noto alle forze dell’ordine. Ma c’è molto di più in questa incredibile storia. Perché alla stessa persona sono contestati altri tre assalti ai distributori di benzina della fascia di confine in territorio elvetico – due a Pedrinate il 17 aprile, uno a Pizzamiglio il 27 sempre di aprile – compiuti tra l’altro da detenuto. Già, perché l’uomo era stato condannato per reati simili e stava godendo del regime di semilibertà che viene concesso a chi ha scontato almeno la metà della pena inflitta. Concessione che è stata in seguito immediatamente revocata.
La notizia dell’importante svolta nelle indagini per l’assalto di venerdì alla Coop è stata confermata indirettamente ieri mattina da un comunicato diffuso dalla polizia cantonale. «Il ministero pubblico e la Polizia cantonale comunicano – si legge – che i carabinieri del nucleo investigativo di Como hanno arrestato un 47enne cittadino italiano. L’individuazione dell’uomo, noto pregiudicato in sconto pena presso il carcere del Bassone, è stato effettuato grazie alla collaborazione con la Polizia cantonale». E ancora: «I carabinieri del nucleo investigativo di Como stanno valutando la posizione del pregiudicato in merito alla rapina in un supermercato di via Giussani a Como».
Decisivo è stato infatti lo scambio di informazioni tra le forze di polizia da una parte e dall’altra del confine, coordinate dal Ccpd (il Centro di cooperazione e polizia doganale).
Oltre all’auto, vista fuggire sia dai luoghi delle rapine ai distributori elvetici sia dalla Coop di via Giussani, ci sarebbero anche dei fotogrammi ripresi dalle telecamere delle pompe di benzina che il 47enne avrebbe assaltato a volto scoperto.
Pare che ci sia già stato anche un riconoscimento fotografico – in Ticino – da parte delle vittime dei colpi. Per questo sul capo dell’uomo pendeva una richiesta di arresto svizzera e una rogatoria inoltrata dal ministero pubblico in seguito ai «chiari e convergenti elementi di indagine» che collegavano il canturino alle «rapine in distributori di benzina, avvenute negli scorsi mesi e, recentemente, nella fascia di confine del Mendrisiotto».
Ma l’incredibile è che quel 47enne era in realtà un detenuto che godeva di un regime di semilibertà dalle 7 del mattino alle 22 della notte, quando doveva rientrare in cella nel carcere del Bassone. Dove ora è tornato e dovrà rimanere 24 ore su 24.

Mauro Peverelli

Nella foto:
I carabinieri all’esterno della Coop di Rebbio in via Giussani. Le indagini sono state condotte dal nucleo investigativo
13 Maggio 2014

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