Cronaca

Assalto in casa ad Alzate Brianza: condannato uno dei tre complici

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Tre anni e quattro mesi più l’allontanamento dall’Italia
I malviventi furono sorpresi dal proprietario che fu poi colpito alla testa con un camion giocattolo

Con due complici, era entrato nell’abitazione di un 40enne di Alzate Brianza con l’intenzione di rubare. L’arrivo imprevisto del proprietario di casa – tra l’altro un istruttore di karate di quinto dan – aveva però mandato in fumo il piano. Quella sera, il 18 gennaio 2013, nella villetta a schiera di via Kennedy abitata dall’uomo con la moglie e un figlio piccolo (che per fortuna era rimasto in macchina a dormire) andò in scena una violenta colluttazione in cui l’istruttore di karate riuscì

a tenere a bada due dei tre ladri, per poi essere colpito alla testa da un camioncino giocattolo del figlio brandito come arma dal terzo malvivente.
Il colpo che lo fece vacillare (fu poi medicato con 10 punti di sutura al pronto soccorso) permise ai ladri di scappare.
Le indagini dei carabinieri della compagnia di Cantù hanno però permesso di risalire ad almeno uno dei tre complici, ieri condannato dal giudice dell’udienza preliminare di Como, Nicoletta Cremona, alla pena di 3 anni e 4 mesi con il rito Abbreviato (e lo sconto di un terzo della pena) più 1200 euro di multa. Si tratta di un romeno di 25 anni senza fissa dimora, arrestato solo poche settimane dopo il colpo a Pistoia in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Il pubblico ministero Ersilio Capone ha chiesto e ottenuto, una volta scontata la pena, l’allontanamento dello stesso soggetto dal territorio dello Stato, misura prevista dal 2008 anche per i cittadini comunitari. A incastrare il romeno è stato sia il riconoscimento della vittima – l’istruttore di karate – sia il cellulare del 25enne che in quelle drammatiche ore dell’assalto di Alzate Brianza agganciava celle compatibili con il luogo del colpo, mentre l’imputato aveva sostenuto di essere stato lontano dal Comasco. L’accusa è stata quella di rapina impropria aggravata dal concorso con altre persone e dalla violazione della privata dimora.
Dei due complici non si hanno invece notizie.
I carabinieri invece sono riusciti in poche settimane dall’assalto in casa a ottenere una ordinanza di custodia cautelare a carico del 25enne (ben riconosciuto dalla vittima che lo vide in faccia) che è poi stata eseguita alla stazione ferroviaria di Pistoia quando gli agenti della Polfer controllarono il 25enne in fuga per poi arrestarlo.

M.Pv.

Nella foto:
Il palazzo di giustizia di Como dove è stato discusso ieri il caso di Alzate Brianza
15 Nov 2013

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Redazione Corriere di Como redazione@corrierecomo.it


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